Gemini Live si prepara a diventare meno esigente con la batteria dello smartphone, e stavolta il merito va a una piccola aggiunta scoperta frugando nel codice dell’app. Google continua a limare la sua creatura, l’assistente vocale e visivo di ultima generazione, e sembra aver ascoltato chi chiede un’interazione più pulita. Nel codice è spuntata infatti un’opzione mai vista prima, pensata per disattivare la cosiddetta modalità di visione guidata.
L’indizio è emerso analizzando i file APK dell’ultimo aggiornamento della Google App per Android, la versione 17.38.5.sa.arm64. La funzione al momento resta nascosta, invisibile all’utente comune, ma la sua semplice presenza dice parecchio sulle intenzioni di Mountain View. In pratica, dare più margine di manovra a chi vuole personalizzare l’interfaccia dell’IA senza subirla.
Cos’è la visione guidata e perché può dare fastidio
La visione guidata è l’evoluzione commerciale del famoso Project Astra, quello che aveva fatto girare parecchie teste. È arrivata in esclusiva con le ultime generazioni di smartphone Google Pixel e permette a Gemini Live di sfruttare la fotocamera posteriore per leggere l’ambiente intorno in tempo reale. Mentre si parla, l’IA disegna sullo schermo degli overlay grafici, riquadri e cerchi luminosi, per evidenziare gli oggetti che riconosce.
Affascinante, certo. Ma con due grane non da poco. La prima riguarda il consumo energetico e il surriscaldamento. Analizzare un flusso video continuo a trenta fotogrammi al secondo, applicando algoritmi di tracciamento ed elementi in realtà aumentata, chiede una potenza di calcolo enorme. Un carico che spreme la NPU e prosciuga la batteria del telefono in fretta. La seconda è il sovraccarico visivo. Vedere lo schermo tempestato di indicatori che si muovono e inseguono gli oggetti della stanza finisce per distrarre, e durante una chiacchierata normale diventa quasi fastidioso. La stringa individuata nella beta si chiama proprio “Guided vision in Live” e comparirà come un classico toggle, un interruttore on off, dentro il menu delle impostazioni di Gemini.
Un interruttore che pensa al comfort, non alla privacy
Disattivando l’opzione si aprono due strade possibili. L’app potrebbe mostrare il feed video della fotocamera pulito, come farebbe una normale applicazione per scattare foto. Oppure potrebbe riportare in vita la vecchia interfaccia minimale di Gemini Live, dove la condivisione visiva lavora in background senza alcun feedback grafico a schermo.
Un chiarimento serve però farlo. Questo interruttore non blocca l’accesso alla fotocamera. Quella autorizzazione più ampia resta gestita in modo trasparente dal sistema operativo Android, che pretende un tap esplicito sull’icona della fotocamera ogni volta che parte una sessione multimodale. Qui si parla di tutt’altro. Una finezza legata al comfort visivo e, in un certo senso, anche psicologico. Togliere il tracciamento grafico esplicito riduce quella sensazione di essere costantemente osservati dall’algoritmo tra le mura di casa.