I limiti di utilizzo di Gemini tornano sul tavolo, e stavolta Google sembra voler ascoltare davvero chi si lamenta. Dopo le critiche piovute negli ultimi mesi, l’azienda ha deciso di rimettere mano al sistema che regola quanto si può usare l’assistente, cercando di renderlo meno frustrante e più generoso nell’uso quotidiano.
Cosa cambia nei limiti di utilizzo
Tutto è partito subito dopo l’I/O 2026, quando Google ha abbandonato il vecchio metodo basato sul numero di comandi e ha introdotto i limiti di utilizzo basati sul calcolo. In pratica sono spuntate due quote: una ogni 5 ore e una settimanale. Un cambio piuttosto brusco, che a molti utenti è sembrato troppo stretto. C’era chi si ritrovava il serbatoio quasi vuoto dopo appena una manciata di richieste, e la cosa, comprensibilmente, ha fatto storcere il naso a parecchie persone.
Il problema più grosso saltava fuori con Gemini 3.1 Pro. Usarlo con prompt complessi o file di grandi dimensioni significava bruciare la quota in un attimo. Per rimediare, Google ora mette un tetto a quanto un singolo prompt può consumare. Tradotto: una richiesta pesante non dovrebbe più svuotare tutto in un colpo solo, lasciando margine per continuare a lavorare. C’è poi un dettaglio che farà piacere a chi ha incrociato qualche intoppo. Se Gemini restituisce un errore, quella richiesta non verrà conteggiata. Solo le operazioni andate a buon fine peseranno sulla quota, il che sembra finalmente una scelta di buon senso.
Notifiche, modelli e quote più chiare
Attività come Deep Research consumano molti più token e potenza di calcolo rispetto a un semplice messaggio di testo. Per questo Google introdurrà un riepilogo più dettagliato dei consumi, insieme a notifiche pensate per far capire all’utente dove sta spendendo la propria quota delle 5 ore e quella settimanale. Niente più sorprese a metà giornata, insomma.
Buone notizie anche per chi non vuole pagare nulla. I prompt con Gemini 3.1 Flash-Lite non andranno a intaccare il limite di utilizzo. Vuol dire che, una volta esaurita la quota dei modelli più potenti, si potrà comunque tirare avanti con il modello più leggero in attesa che le quote si resettino.
Un’altra piccola comodità riguarda la scelta del modello. Da ora in avanti, una volta selezionato un modello Gemini, l’app lo terrà a mente e lo userà come predefinito anche nelle sessioni successive. Solo al raggiungimento del limite di utilizzo Gemini passerà in automatico a una versione più leggera. Per gli abbonati ad AI Ultra arriva un ulteriore regalo: il numero di video Omni che possono generare viene raddoppiato. Un incentivo non da poco per chi sfrutta a fondo le funzioni più avanzate.