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Samsung potrebbe rinunciare allo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 per la serie Galaxy S27, e il motivo avrebbe a che fare con un problema tutt’altro che secondario come il surriscaldamento. Secondo un nuovo report arrivato dalla Corea del Sud, il colosso di Seul avrebbe già segnalato la questione a Qualcomm e starebbe valutando un piano alternativo basato sull’Exynos 2700, il processore sviluppato in casa. Una scelta del genere cambierebbe parecchio gli equilibri, soprattutto in alcuni mercati.
Il confronto tra Snapdragon ed Exynos va avanti ormai da anni. Samsung spesso alterna i due chip a seconda dei Paesi, ma in qualche occasione ha anche deciso di puntare tutto su uno solo dei due. Negli Stati Uniti per esempio i top di gamma dell’azienda montano quasi esclusivamente soluzioni Qualcomm. L’ultima volta che oltreoceano è arrivato un modello interamente Exynos è stata con Galaxy S6, più di dieci anni fa. E anche allora la ragione era proprio il calore eccessivo prodotto dal chip di punta di Qualcomm di quel periodo. La sensazione di déjà vu insomma è piuttosto forte.
Le trattative tra Samsung e Qualcomm sul nuovo chip
Stando alle indiscrezioni, Samsung avrebbe “informato Qualcomm del problema di surriscaldamento” legato allo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, e le due aziende sarebbero già in contatto per risolvere la faccenda entro questo mese. Lo scenario descritto è abbastanza lineare. Se Qualcomm riuscirà a garantire le prestazioni richieste, la gamma Galaxy S27 adotterà Snapdragon esattamente come previsto in origine. In caso contrario Samsung avrebbe ben poca scelta e dovrebbe prendere in considerazione l’Exynos 2700 come alternativa, mettendo sulla bilancia due fattori molto concreti come la stabilità delle prestazioni e i tempi della produzione di massa.
Il processore al centro della vicenda è stato presentato da Qualcomm a settembre e rappresenta la proposta più spinta della nuova generazione. Lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 è realizzato con un processo produttivo a 2 nm e integra due core capaci di raggiungere i 5 GHz. Sulla carta i numeri sono notevoli. Qualcomm parla di un incremento del 13% nelle prestazioni della CPU rispetto al chip Gen 5 e di un balzo del 44% per quanto riguarda la GPU, a cui si aggiungono miglioramenti nell’elaborazione dei calcoli di intelligenza artificiale e nell’efficienza energetica. Proprio una potenza così elevata, però, rende più delicata la gestione delle temperature all’interno di uno smartphone.
I primi smartphone con Snapdragon e la smentita ufficiale
Sul mercato sono già stati annunciati alcuni telefoni equipaggiati con il nuovo chip, tra cui Motorola Signature 27, destinato anche agli Stati Uniti. Per ora però è decisamente presto per capire se i problemi di calore saranno un fenomeno diffuso oppure circoscritto a determinate configurazioni. I dispositivi in circolazione sono ancora pochi e servirà tempo per avere un quadro più chiaro sul comportamento del processore nell’uso quotidiano.
Nel frattempo Qualcomm ha voluto rispondere pubblicamente alle voci sul surriscaldamento, definendo il report “inesatto”. In una dichiarazione ufficiale l’azienda americana ha spiegato che “le recenti notizie sui problemi termici legati a Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 sono inesatte” e ha aggiunto di essere orgogliosa dell’innovazione e del forte slancio che accompagnano la sua piattaforma di punta di nuova generazione. Qualcomm ha inoltre ribadito di continuare a lavorare a stretto contatto con i produttori di tutto il mondo per offrire agli utenti esperienze di fascia alta.
Fonte: TecnoAndroid


