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Fotovoltaico ad Almería: 1.220 MW ma la rete elettrica non basta

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Ad Almería il sole non manca mai, e proprio per questo la provincia andalusa sembra fatta apposta per l’energia fotovoltaica. Paesaggio arido, ore di luce praticamente infinite, condizioni ideali per installare grandi impianti. C’è però un ostacolo che con i pannelli non ha nulla a che fare. Il territorio non riesce a smaltire tutta l’elettricità che produce, e così quella che dovrebbe essere una fortuna finisce per trasformarsi in un vero grattacapo.

I numeri spiegano bene perché gli operatori del settore guardino a questa zona con un certo interesse. Al 30 giugno 2026 la provincia conta 1.742,9 MW di potenza rinnovabile installata, e di questi ben 1.220 MW arrivano dal solare fotovoltaico. Una crescita impressionante se si pensa che nel 2021 la quota fotovoltaica si fermava a 285,9 MW, secondo i dati della Junta de Andalucía. In appena cinque anni la potenza si è moltiplicata, proprio perché il posto si presta alla perfezione. E non finisce qui, perché in diverse fasi di autorizzazione ci sono altri progetti di peso. Tra questi figurano 25 impianti fotovoltaici che aggiungerebbero altri 842 MW, oltre a parchi eolici e sistemi di accumulo a batteria indipendenti.

Fotovoltaico ad Almería: potenza installata e capacità della rete non sono la stessa cosa

Avere pannelli non significa automaticamente poter immettere tutta l’energia nella rete elettrica. Il sistema ha dei limiti precisi. Per stabilire se un impianto può allacciarsi, Red Eléctrica conduce una serie di studi che valutano, tra le altre cose, la sicurezza e il comportamento della rete. Da queste analisi esce la capacità di accesso disponibile in ciascun nodo.

Poi entra in gioco un altro concetto chiave, quello della capacità di evacuazione. L’elettricità generata deve poter circolare lungo linee e sottostazioni senza oltrepassare i vincoli tecnici esistenti. Questo però non garantisce che una centrale riesca a scaricare tutta la propria produzione in ogni momento, anzi possono emergere restrizioni aggiuntive in tempo reale. In parole semplici un parco solare può disporre di 100 MW di pannelli, ma non è detto che la rete abbia davvero uno spazio di 100 MW pronto ad accoglierli.

Ed ecco il nodo della questione. Almería avrebbe tutte le carte per diventare una potenza del solare, ma come si suol dire non è tutto oro quel che luccica. La sua crescita non tiene il passo di altre province andaluse come Jaén o Siviglia. Guillermo Casquet, delegato all’Economia, alle Finanze e ai Fondi europei della Junta ad Almería, attribuisce questo ritardo proprio alla capacità di evacuazione disponibile.

Il caso Tabernas e i tagli alla produzione

Nelle ore di massimo irraggiamento i parchi della provincia producono più elettricità di quanta la rete sia in grado di assorbire. Per capirlo basta immaginare le linee ad alta tensione come un intreccio di strade su cui viaggia l’energia. Se queste strade sono limitate, è come avere meno corsie di quelle necessarie per tutto quel traffico. Per evitare l’ingorgo l’operatore del sistema è costretto a ridurre la produzione delle centrali, una pratica nota come curtailment, così da mantenere stabile la fornitura senza metterne a rischio la sicurezza.

Uno degli esempi più estremi arriva da Tabernas. In questa località sviluppare il fotovoltaico è stato definito una «rovina assoluta», visto che si perde quasi metà dell’energia generata. C’è una sottostazione da 400 kV al servizio di diversi impianti solari e lì «la fisica non dà di più». Stando ai dati, solo in quel nodo il curtailment ha superato il 41%.

Per questo la pianificazione della rete nei prossimi anni avrà un peso decisivo. Casquet però giudica «insufficienti» i piani attuali e lamenta che la provincia non stia ricevendo investimenti all’altezza del suo potenziale come polo delle rinnovabili.

Fonte: TecnoAndroid

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