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Mozilla ha presentato Firefox Enterprise, un browser pensato per le aziende e per la Pubblica Amministrazione che offre agli amministratori uno strumento completamente configurabile e personalizzabile. Serve a proteggere le attività dell’organizzazione, le informazioni che passano attraverso le applicazioni Web e l’infrastruttura che le sostiene. Non si tratta però di una semplice edizione speciale con qualche funzione di sicurezza in più. La vera differenza sta nella console di gestione, che può essere installata sui server dell’organizzazione senza affidare a un fornitore esterno il controllo delle policy e dei dati.
Firefox mette a disposizione dei reparti IT strumenti dedicati da parecchio tempo. Già nel 2018, con Firefox 60 e Firefox 60 ESR, era arrivato un sistema di policy aziendali gestibile centralmente tramite le policy di gruppo di Windows o file JSON. La nuova proposta compie un passo ulteriore perché alla configurazione delle singole installazioni aggiunge una piattaforma di amministrazione autonoma, controlli sulla circolazione dei dati, integrazione con i sistemi di identità e funzioni di protezione avanzate.
Un browser che resta nelle mani dell’azienda
Per molte organizzazioni il browser è ormai la porta d’ingresso principale a gestionali, piattaforme CRM, applicazioni SaaS, portali documentali, strumenti di collaborazione e servizi di intelligenza artificiale. Al suo interno transitano cookie di sessione, credenziali di autenticazione e documenti riservati, ed è proprio da qui che possono partire caricamenti di file verso servizi non autorizzati.
Per questo l’aspetto più interessante di Firefox Enterprise è la possibilità di eseguire la console on premises, cioè all’interno dell’infrastruttura controllata dal cliente. Secondo le note ufficiali della versione 158 le imprese possono gestire in autonomia anche Remote Settings, Sync, raccolta della telemetria, segnalazioni dei crash e distribuzione degli aggiornamenti. Gli amministratori organizzano i dipendenti in unità organizzative, gestiscono utenti e sessioni, consultano i registri delle attività e hanno a disposizione oltre 130 criteri configurabili, da proxy e cookie fino a estensioni, filtraggio dei siti e modalità HTTPS Only. Molte modifiche diventano effettive senza riavviare il programma e la console può essere impostata come unica fonte autorizzata delle policy, ignorando eventuali configurazioni locali.
Accesso con SSO, prevenzione delle fughe di dati e controllo dell’AI
Prima di cominciare a navigare il dipendente deve autenticarsi tramite il Single Sign On aziendale. La compatibilità riguarda i provider di identità che supportano OpenID Connect, protocollo costruito sopra OAuth 2.0, e gli eventuali requisiti di autenticazione multifattore restano validi. Il browser verifica anche lo stato di sicurezza della postazione esaminando sistema operativo, cifratura del disco, software di protezione degli endpoint, appartenenza a un dominio Active Directory, estensioni installate e alcuni parametri di rete. Quando un dispositivo smette di rispettare i requisiti la sessione dell’utente può essere interrotta.
C’è poi il sistema di Data Loss Prevention integrato. Gli amministratori fissano regole per domini specifici e per azioni come copia e incolla, caricamento e scaricamento di file o stampa delle pagine, decidendo se bloccare l’operazione oppure mostrare un avviso personalizzato. I controlli girano in locale sul dispositivo, senza inviare contenuti a server remoti. Lo stesso approccio si applica ai chatbot, dato che i servizi AI possono essere autorizzati, limitati o bloccati del tutto con regole che scattano quando l’utente incolla testo, carica documenti o scarica informazioni. Un’azienda può così consentire un assistente approvato dal reparto IT e impedire al tempo stesso che i file finiscano su piattaforme non autorizzate.
Lockdown Mode, cifratura e Access Connector
Firefox Enterprise 158 introduce anche la Lockdown Mode, applicabile a singoli siti. Può disattivare la compilazione JavaScript JIT, che migliora le prestazioni ma aggiunge componenti potenzialmente vulnerabili, bloccare i Service Worker, impedire i downgrade HTTP e isolare un sito in un contenitore dedicato. Se il contenitore è temporaneo Firefox elimina i relativi dati alla chiusura dell’ultima scheda associata, anche se questo isolamento non va confuso con una macchina virtuale.
Cronologia, credenziali, dati dei moduli e token TLS possono essere cifrati su disco con una chiave gestita dalla console. Sono previsti watermark che mostrano identità dell’utente e ora di accesso, blocco delle sessioni tramite Windows Hello o Touch ID e disconnessione remota dei dispositivi. Access Connector permette invece di raggiungere applicazioni Web interne passando per un proxy aziendale senza installare una VPN tradizionale, una soluzione comoda negli scenari BYOD in cui i dipendenti usano dispositivi personali. Non sostituisce però la VPN quando servono applicazioni o protocolli che il browser non può gestire. Firefox Enterprise, infine, non coincide con Firefox ESR, il ramo pensato per chi preferisce maggiore stabilità delle funzionalità e un ciclo di aggiornamento diverso da quello della versione ordinaria.
Fonte: TecnoAndroid


