Vai al contenuto
Offerte

Ferrari Luce, James May promuove la prima elettrica del Cavallino

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Per un marchio che ha scritto la storia delle auto sportive a colpi di motori termici, scommettere sull’elettrico può sembrare quasi un controsenso. Eppure la Ferrari Luce, primo progetto a batteria del Cavallino, potrebbe rivelarsi determinante per il futuro della Casa modenese. Se il mercato dovesse davvero spostarsi verso la tecnologia a zero emissioni, il marchio emiliano si ritroverebbe con un vantaggio non da poco sulla concorrenza. Per ora si tratta di un azzardo, e molti puristi lo avrebbero evitato volentieri. Non la pensa così James May, secondo cui questa scelta non sarebbe affatto un errore.

L’ex volto di Top Gear e The Grand Tour ha promosso l’idea nata dal Centro Stile Ferrari in collaborazione con LoveFrom, il collettivo americano di designer e creativi fondato da Jony Ive, che ha sviluppato la vettura insieme a Marc Newson. Il design si allontana parecchio dai canoni classici del Cavallino e mette in mostra un’architettura elettrica audace. A colpire, però, è soprattutto l’abitacolo spazioso, forse la qualità che più di ogni altra potrebbe convincere un cliente a scegliere una Ferrari così diversa dalle sorelle. Anche i materiali sono di altissimo livello, con pelle, alluminio e vetro Gorilla Glass a definire gli interni.

Le parole di James May sulla Ferrari Luce

Il nuovo modello non ha avuto vita facile. È stato criticato duramente da nomi illustri del mondo automotive, compreso l’ex numero uno della Casa modenese Luca Cordero di Montezemolo. Se però l’obiettivo era far discutere, Elkann, Vigna e il resto della squadra hanno centrato il bersaglio in pieno. Il leggendario presentatore britannico ha affrontato l’argomento senza giri di parole durante una sessione di risposte ai follower sul suo canale YouTube.

Alla domanda se il progetto fosse sbagliato, James May ha offerto un punto di vista piuttosto sorprendente: “Non penso sia fondamentalmente sbagliata, credo sia probabilmente essenziale per la futura esistenza di Ferrari”. Lo storico compagno di avventure di Jeremy Clarkson e Richard Hammond ha poi sottolineato quanto conti avere un’alternativa alle icone termiche del Cavallino. “Ci sarà una clientela orientata alla tecnologia che cercherà gli elementi distintivi di una Ferrari, lo stile, i materiali di pregio, l’impostazione degli interni e l’esclusività, ma all’interno di un’architettura elettrica”, ha spiegato il giornalista.

Una nuova era per il Cavallino

Il pubblico più facoltoso sta cambiando e guarda sempre più spesso al lusso sostenibile e ai progetti green. Un purista difficilmente troverà sensato acquistare una silenziosissima Ferrari Luce, ma esistono acquirenti americani, cinesi e arabi che desiderano distinguersi dalla massa. Su questo punto May è stato molto chiaro: “Non condivido l’opinione che Ferrari debba trasformarsi in una sorta di museo o operazione nostalgica. Enzo Ferrari era un modernista, buttava via le cose vecchie per fare posto al nuovo. È un miracolo che alcune delle sue prime auto siano arrivate fino a noi”.

C’è poi la questione che divide gli appassionati da tempo, ovvero se le Ferrari più recenti abbiano perso la propria anima. Anche qui il conduttore non si è tirato indietro: “È un pensiero pigro per evitare di spiegare cosa piace davvero di un oggetto. Le macchine non hanno un’anima, semmai hanno un fortissimo carattere meccanico, che le rende coinvolgenti”. La sensazione, guardando la vettura, è quella di trovarsi davanti a una sorta di laboratorio Apple su quattro ruote. Intanto il primo esemplare della Luce è già stato protagonista di una vendita record.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
175 Condivisioni