La truffa dell’affitto su Facebook sta colpendo parecchi utenti in questi giorni, e il meccanismo è tanto semplice quanto efficace. Del resto, Facebook non è solo una delle app che raccoglie più dati personali: è anche una delle piattaforme più sfruttate dai criminali del web per mettere in piedi raggiri di ogni tipo. Stavolta il bersaglio sono le persone in cerca di casa, che si imbattono in un annuncio di affitto apparentemente legittimo. Il contatto viene stabilito, la trattativa procede in modo naturale e, a un certo punto, il truffatore convince la vittima a inviare del denaro come caparra. A quel punto, ovviamente, sparisce nel nulla.
Nino Lucchesi, esperto in truffe online, ha messo in guardia con parole piuttosto dirette: “I social network sono ormai il ventre molle dei nostri tempi, poiché molte persone continuano a fidarsi di sconosciuti anche per concludere affari solitamente più adatti a una trattazione di persona. Ecco allora che fioccano frodi apparentemente banali, ma tremendamente reali”. Un punto interessante sollevato da Lucchesi riguarda il fatto che questa truffa dell’affitto su Facebook non è avvenuta su Marketplace, il luogo teoricamente deputato alle compravendite e più controllato, bensì su un gruppo ordinario. E questo la dice lunga su quanto sia facile cadere nella trappola, perché il contesto appare ancora più informale e meno “commerciale”, quindi paradossalmente più rassicurante. Nonostante le truffe online su Facebook avvengano purtroppo anche su Marketplace, è chiaro che i gruppi rappresentano un terreno ancora meno sorvegliato.
Come riconoscere la truffa dell’affitto su Facebook e proteggersi
Riconoscere la truffa dell’affitto su Facebook non è impossibile, ma richiede un atteggiamento prudente fin dal primo contatto. Gli elementi sospetti diventano evidenti solo quando si creano le condizioni giuste perché emergano. La prima mossa, ad esempio, è chiedere di fare un sopralluogo prima di prendere qualsiasi decisione. “Per definizione, le case si affittano sempre previo sopralluogo, soprattutto in casi che riguardano un affitto standard”, ha precisato Lucchesi. Sembra una banalità, eppure è proprio su questo passaggio che il raggiro si rivela.
Se dall’altra parte c’è un truffatore, il comportamento diventa prevedibile: tenterà di convincere la vittima a pagare la caparra subito, prima ancora di aver visto l’immobile di persona. Le scuse sono sempre le stesse, studiate per generare un senso di urgenza. Frasi come “sono in viaggio e non rientro a breve” oppure “ho già qualcun altro pronto a pagare l’anticipo, ma con te si è creata subito fiducia” sono segnali d’allarme chiarissimi. Il meccanismo punta tutto sull’emozione: far sentire la persona speciale, privilegiata, e allo stesso tempo sotto pressione per non perdere l’occasione.
La regola fondamentale, quindi, resta una: non fidarsi mai di sconosciuti online per affari che sarebbe decisamente meglio trattare di persona. Nessun proprietario serio chiederà mai soldi prima di un incontro e di una visita all’immobile. E quando un annuncio su Facebook sembra troppo bello per essere vero, quasi sempre lo è davvero.