Essentials è il nome che da qualche tempo gira tra gli appassionati di personalizzazione su Android, e per una buona ragione. Chi possiede uno smartphone della famiglia Pixel sa bene quanto il sistema operativo di Google, per quanto pulito e ben fatto, lasci poco spazio alle modifiche più profonde. Niente a che vedere, insomma, con la libertà che certi produttori terzi concedono ai loro utenti. Ed è proprio qui che entra in scena questa applicazione open source, pensata come una cassetta degli attrezzi completa per rimettere mano a quasi ogni dettaglio del telefono.
L’idea di fondo è semplice da raccontare: un’unica app che funziona da coltellino svizzero. Non arriva ai livelli di Good Lock di Samsung, va detto, ma raccoglie comunque una quantità sorprendente di funzioni per intervenire sull’aspetto, sul comportamento e sulle impostazioni di sistema. Si può lavorare sul consumo energetico, automatizzare azioni che si ripetono ogni giorno, gestire l’interfaccia in modo molto più granulare del solito. A firmare il progetto è lo sviluppatore Sameera Wijerathna, che ha da poco rivisto anche la grafica per allinearla allo stile del Material 3 Expressive.
Cosa permette di fare davvero Essentials
Le premesse promettono bene, ma il bello sta nei dettagli. Sfogliando la pagina del progetto su GitHub salta fuori una lista di funzioni piuttosto corposa. Una delle più scenografiche è la Notification Lightning, che segnala l’arrivo di una notifica con effetti luminosi lungo i bordi dello schermo o piccole animazioni sulla barra di stato, lasciando libertà totale su colori e intensità.
Poi ci sono le modifiche all’interfaccia di sistema vere e proprie: cambiare le icone della barra di stato, nascondere la barra delle gesture in basso, far comparire riquadri normalmente nascosti nel pannello dei comandi rapidi. C’è la Dynamic Night Light, che accende o spegne la Luminosità notturna a seconda dell’app aperta, così da evitare quelle fastidiose dominanti arancioni quando si usa la fotocamera o si guarda un video, mantenendola però attiva sulle app di lettura.
Capitolo prestazioni: l’App Freezing congela le applicazioni usate raramente, impedendo che si avviino in background e dando una mano all’autonomia. Curiosa la modalità di risparmio energetico per Google Maps, che porta su tutti i dispositivi Android supportati una funzione finora esclusiva di Pixel 10. E con le DIY Automations si possono costruire routine personalizzate basate su trigger specifici, un po’ come le automazioni avanzate di sistema.
Non finisce qui. C’è la sincronizzazione automatica dei calendari con gli smartwatch Wear OS, la rimappatura dei tasti fisici, un blocco di sicurezza per singole app, la funzione “Are we there yet” che avvisa quando ci si avvicina alla propria fermata durante un viaggio, widget personalizzati come quello per la batteria dei dispositivi collegati via Bluetooth e perfino la possibilità di aggiungere filigrane personalizzate agli scatti.
Dispositivi compatibili e come si installa
Anche se il pubblico naturale resta quello dei Pixel, l’unico requisito reale sembra essere Android 8.0 o una versione più recente. Lo sviluppatore ha provato l’ultima release su un Pixel 7 iscritto al programma beta, quindi con Android 17 a bordo, ma dovrebbe girare senza grossi intoppi sulla maggior parte degli smartphone Android.
Arrivano però le note un po’ meno comode. L’app non sta sul Google Play Store: per averla bisogna passare dal sito dello sviluppatore, scaricare il pacchetto APK tramite il pulsante “Install” e installarlo a mano. Per le funzioni di sistema più profonde, come la gestione energetica di Maps o il congelamento delle app, serve l’integrazione di Shizuku (questa sì disponibile sul Play Store) oppure i permessi di root.
Trattandosi di uno strumento che chiede accessi avanzati, comprese le funzioni di accessibilità complete, l’installazione manuale potrebbe richiedere di disattivare temporaneamente Google Play Protect. Per chi vuole vederci più chiaro, tutte le indicazioni dettagliate restano sulla pagina del progetto su GitHub.