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Al momento di scegliere un nuovo elettrodomestico gli italiani guardano prima di tutto alla durata e solo in un secondo momento al prezzo indicato sul cartellino. A fotografare questa tendenza è un’indagine Ipsos Doxa realizzata per Miele e presentata a Milano, che restituisce l’immagine di consumatori molto più attenti alla prospettiva lunga che al risparmio immediato. Il dato più evidente riguarda proprio la longevità degli apparecchi, che occupa il primo posto nella classifica delle priorità.
Il 58% degli intervistati indica infatti la capacità di resistere nel tempo come il fattore principale nella scelta. Subito dietro, con il 55%, si piazzano i consumi energetici moderati, mentre il costo iniziale si ferma al 33%. Una distanza piuttosto netta, che dice parecchio sul modo in cui le famiglie ragionano davanti a frigoriferi, lavatrici e apparecchi simili. L’efficienza quindi corre quasi alla pari con la robustezza e la cifra da sborsare finisce più indietro di quanto si potrebbe immaginare.
Un investimento più che una semplice spesa
La prospettiva diventa ancora più chiara guardando un altro numero emerso dalla ricerca. Per il 91% del campione un elettrodomestico rappresenta un vero e proprio investimento e la sua convenienza viene valutata partendo dalla durevolezza. In altre parole il prezzo pagato all’inizio conta meno degli anni di servizio che quell’apparecchio riuscirà a garantire. Chi compra non si limita a considerare quanto esce dal portafoglio oggi ma anche per quanto tempo quella cifra resterà ben spesa.
L’esempio più concreto arriva da due grandi classici della casa, cioè frigoriferi e lavatrici. Circa 9 persone su 10 si dicono pronte a spendere di più pur di portarsi a casa un modello capace di durare il doppio rispetto alla media. Una disponibilità quasi unanime, che conferma quanto la tenuta nel tempo venga considerata un valore reale e non uno slogan da volantino. Pagare qualcosa in più all’inizio viene visto insomma come un sacrificio accettabile se in cambio arriva una vita utile decisamente più lunga.
L’innovazione convince solo se allunga la vita del prodotto
Anche la tecnologia viene giudicata con lo stesso metro. Il 40% degli intervistati apprezza l’innovazione soprattutto quando serve a prolungare la vita dell’apparecchio, mentre il 26% la valuta positivamente se riduce la manutenzione. Le novità vengono quindi accolte con favore a patto che portino benefici tangibili sul fronte dell’affidabilità. Non conta tanto l’effetto sorpresa quanto la possibilità di avere in casa un prodotto che dia meno pensieri con il passare degli anni.
Ben diverso l’atteggiamento verso il ricambio frequente. Sono pochi i consumatori contenti di sostituire i propri elettrodomestici, anche quando l’obiettivo sarebbe restare al passo con l’evoluzione tecnologica. Le nuove funzionalità vengono indicate come motivo di interesse soltanto dal 18% del campione, una quota decisamente bassa se confrontata con quella di chi punta su longevità ed efficienza.
Per la maggior parte degli italiani le funzioni aggiuntive restano dunque un vantaggio in più, una sorta di piacevole extra. Nessuna di queste però viene percepita come capace di compensare eventuali carenze nelle caratteristiche fondamentali dell’apparecchio.
Fonte: TecnoAndroid








