Le indiscrezioni sul futuro di id Software hanno smesso di circolare, almeno per un po’, dopo che lo studio ha deciso di intervenire in prima persona per smontare le voci più pesanti. Lo storico team dietro Doom, finito nell’ultima ondata di licenziamenti che ha toccato circa 1.600 dipendenti della divisione Xbox, si è ritrovato al centro di racconti tutt’altro che rassicuranti. Qualcuno parlava di uno studio ridotto all’osso, altri di un gruppo ormai incapace di reggere il peso di grandi produzioni. E poi c’era la questione del motore grafico proprietario, il famoso id Tech, dato quasi per spacciato.
Lo studio è vivo e vegeto, parola di Hugo Martin
A prendere il microfono, o meglio la webcam, sono stati il direttore creativo Hugo Martin e il community lead Joshua Boyle, durante una diretta su Twitch dedicata al DLC Rivelazioni di Doom: The Dark Ages. Il messaggio è stato diretto, senza troppi giri di parole. “Sono circolate notizie secondo cui saremmo stati ridotti all’osso e svuotati, con appena 50 persone, ma non è vero”, ha detto Martin. “Abbiamo le stesse dimensioni che avevamo quando abbiamo realizzato Doom del 2016 e id Tech è assolutamente vivo e funzionante.”
Martin ha voluto chiarire anche un altro punto, forse quello più delicato. Lo sviluppo del motore non poggia soltanto sulle spalle della sede principale. C’è una rete più ampia dietro, fatta di collaborazioni interne alla galassia Xbox. “Bisogna capire che abbiamo ingegneri id Tech sia a Francoforte sia presso MachineGames. Collaboriamo molto”, ha aggiunto. “L’id Tech è lì, il team di Doom è qui e siamo entusiasti di mostrarvi altro di ciò su cui stiamo lavorando in futuro, quando sarà il momento giusto e avremo le approvazioni necessarie.”
Un nuovo Doom in cantiere e le voci contrarie
Le parole di Martin ricalcano quanto Microsoft e lo stesso studio avevano già fatto trapelare nei giorni precedenti, sempre in risposta al timore che i tagli potessero bloccare futuri titoli AAA o mettere in crisi la tecnologia proprietaria. C’è insomma la promessa, neanche troppo velata, di un nuovo Doom in lavorazione.
Detto questo, non tutto fila liscio come nel racconto ufficiale. I licenziamenti hanno colpito anche persone con anni e anni di lavoro alle spalle. Tra questi c’è Jerry Keehan, mission design director arrivato in id Software nel 2003 e presente nella saga fin dai tempi di Doom 3. Diversi ex dipendenti hanno messo in dubbio l’idea che lo studio possa contare oggi sullo stesso livello di esperienza e risorse di dieci anni fa. Durante la stessa diretta, dedicata al personaggio dello Slayer, Martin ha anche anticipato possibili aggiornamenti e ritocchi al bilanciamento del DLC Rivelazioni, descritto come un omaggio al lavoro di tutti, sia di chi è ancora nello studio sia di chi è stato allontanato.
“Il fatto che abbiamo realizzato un gioco apprezzato dai giocatori, dalla critica e che sta ottenendo buoni risultati commerciali è positivo per tutti”, ha spiegato Martin. “Per le persone che lavorano nello studio e anche per coloro a cui, purtroppo, abbiamo dovuto dire addio. Apprezziamo molto il vostro supporto. Ma ciò che conta di più è che i giochi siano belli, e sono felice che le persone possano riconoscere questo lavoro. Ora siamo qui per giocare e celebrare il lavoro svolto.”