La domanda globale di energia nel 2025 è cresciuta, ma a un ritmo leggermente inferiore rispetto alla media dell’ultimo decennio. Il dato che colpisce davvero, però, riguarda l’elettricità: il suo consumo sta aumentando a una velocità quasi doppia rispetto alla domanda energetica complessiva. Sono numeri che arrivano dalla IEA, l’autorità energetica mondiale, e che raccontano un mondo sempre più affamato di corrente elettrica. La crescita complessiva si è fermata al +1,3%, pari a circa 8 exajoule, contro una media dell’1,4% registrata nel decennio precedente. A frenare leggermente la corsa, secondo l’agenzia, sono stati soprattutto il rallentamento della crescita economica globale e l’adozione progressiva di tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico.
Il numero che fa riflettere è quello della domanda globale di energia elettrica: +2,9% nel 2025. Un tasso di crescita più che doppio rispetto alla domanda energetica nel suo complesso, anche se in leggero calo rispetto all’anno precedente. È un segnale chiaro di come l’elettrificazione stia diventando il cuore pulsante del sistema energetico mondiale.
Fotovoltaico da record e il ritorno (inatteso) del carbone
La buona notizia è che a sostenere l’offerta ci hanno pensato in larga parte le fonti rinnovabili. Insieme al nucleare, hanno coperto il 60% della crescita della domanda complessiva di energia. E tra le rinnovabili, il protagonista assoluto è stato il fotovoltaico, che da solo ha rappresentato il 27% dell’aumento totale. Un risultato notevole, che conferma la traiettoria ormai consolidata del solare come pilastro della transizione energetica. Sul fronte dei combustibili fossili, il petrolio ha visto una crescita della domanda piuttosto contenuta, appena lo 0,7%. A limitarne l’espansione è stata soprattutto la diffusione sempre più capillare dei veicoli elettrici: nel 2025, un’auto nuova su quattro venduta nel mondo è stata elettrica. Un dato che da solo la dice lunga su quanto stia cambiando il mercato automobilistico.
Carbone in risalita negli Stati Uniti, possibili effetti anche sull’Italia
Non tutto va nella direzione sperata, però. Il carbone ha continuato a crescere, seppur a un ritmo più lento rispetto agli anni precedenti. Il quadro è tutt’altro che uniforme a livello geografico: in Cina la domanda di carbone è in calo, ma negli Stati Uniti la situazione si è ribaltata. L’elevato prezzo del gas naturale ha spinto il Paese a tornare a fare affidamento sul carbone per la produzione di energia elettrica. Un fenomeno che potrebbe avere ripercussioni anche altrove. Secondo quanto emerge dai dati della IEA, lo stesso meccanismo potrebbe portare anche l’Italia a ricorrere nuovamente al carbone per soddisfare il proprio fabbisogno elettrico, se le condizioni di prezzo del gas dovessero restare sfavorevoli.