Un errore alla pompa ha trasformato un tranquillo distributore di carburante in Alto Adige in una meta di pellegrinaggio per automobilisti a caccia di risparmio. È successo ad Avelengo, piccolo comune in provincia di Bolzano, dove il diesel è stato venduto per diverse ore con uno sconto involontario di circa 20 centesimi al litro rispetto al prezzo corretto. Un problema elettronico, niente di più. Ma tanto è bastato per scatenare una vera e propria corsa al pieno, con file di auto che in poco tempo hanno invaso la stazione di servizio.
La dinamica è abbastanza semplice. Un guasto al sistema informatico del distributore ha provocato un aggiornamento sbagliato dei prezzi esposti alla pompa. Il gasolio, di colpo, costava molto meno rispetto alla concorrenza. Parecchi clienti hanno fatto rifornimento senza neanche accorgersi dell’anomalia, magari pensando a una promozione. Altri, più attenti ai listini medi della zona, hanno capito subito che qualcosa non tornava. E la voce si è sparsa in fretta. Nel giro di poche ore sono arrivati automobilisti anche dai comuni limitrofi, tutti con lo stesso obiettivo: riempire il serbatoio a prezzo ridotto. Va detto che i prezzi dei carburanti in Alto Adige sono storicamente tra i più alti d’Italia, quindi anche pochi centesimi di differenza fanno gola. Il gestore alla fine è riuscito a intervenire, correggendo il malfunzionamento e riportando tutto alla normalità.
Perché il prezzo del diesel resta un nervo scoperto per milioni di italiani
Quello che è successo ad Avelengo può sembrare un episodio curioso, quasi da aneddoto. Eppure racconta qualcosa di più profondo sulla sensibilità degli automobilisti italiani verso il costo del carburante. Perché questa roba non succede per caso: se la gente si mette in coda e guida chilometri per risparmiare 20 centesimi al litro, vuol dire che la pressione economica si fa sentire davvero.
Il contesto del resto non aiuta. Negli ultimi mesi il prezzo del gasolio ha continuato a salire, spinto dalla crisi energetica internazionale. Il Governo ha provato a mettere una pezza introducendo un taglio temporaneo delle accise carburanti, sempre nell’ordine dei 20 centesimi al litro. Una misura pensata per dare un po’ di respiro a famiglie e trasportatori. Sulla carta funziona. Nella pratica, le associazioni dei consumatori hanno fatto notare più volte che gli sconti fiscali non si traducono sempre e subito in un calo reale dei prezzi alla pompa. Ci sono passaggi intermedi, margini dei gestori, tempi di adeguamento. Insomma, il beneficio per chi fa il pieno non è mai così automatico come si vorrebbe.