La versione PC di Death Stranding 2: On the Beach ha superato a pieni voti l’esame tecnico più temuto dai giocatori. Il gioco è disponibile ormai da quasi un mese, ma l’analisi approfondita è arrivata solo dopo alcune patch correttive che hanno sistemato bug e problemi di prestazioni iniziali. E il risultato finale? Complessivamente positivo, con il titolo di Kojima che gira bene su un ventaglio ampio di configurazioni, comprese quelle di fascia media e bassa. L’unico vero punto dolente riguarda le GPU con 8GB di VRAM, dove qualche compromesso visivo diventa necessario.
L’analisi è partita da una configurazione di fascia bassa, con Ryzen 5 3600 e RTX 4060. Con impostazioni ottimizzate e DLSS in modalità balanced, Death Stranding 2: On the Beach mantiene senza troppi problemi i 60fps a 1440p, con un buon bilanciamento tra carico CPU e GPU. Il punto critico resta la VRAM: gli 8GB della 4060 (ma lo stesso vale per la 3070 e la 3070 TI) obbligano a scendere con la qualità delle texture a “medio”, ottenendo un risultato inferiore rispetto a PS5. Però, nota positiva, non si sono registrati stutter degni di nota. Solo brevi micro blocchi nei passaggi tra le cutscene, e un frame rate che nelle prime ore resta stabile tra 50 e 60fps grazie al Dynamic Resolution Scaling.
Ray tracing e l’upscaler Pico: le novità esclusive della versione PC
Uno degli aspetti più interessanti di Death Stranding 2: On the Beach su PC è senza dubbio l’introduzione del ray tracing, completamente assente sia su PS5 che su PS5 Pro. L’implementazione copre riflessi e occlusione ambientale, con diversi preset che vanno da opzioni leggere fino a modalità decisamente pesanti. Il ray tracing ad alta qualità migliora in modo evidente la resa delle superfici e dell’illuminazione indiretta, ma il costo in termini di prestazioni è significativo, soprattutto quando lo si combina con i riflessi screen space. Le modalità più spinte risultano difficili da sostenere per le GPU mainstream, mentre il preset “alto” rappresenta un buon compromesso: vicino alla presentazione console, ma con una pulizia superiore. L’occlusione ambientale in ray tracing, pur essendo convincente, comporta un calo prestazionale di circa il 7%, il che la rende un extra da attivare solo quando si ha sufficiente margine.
E poi c’è Pico, l’upscaler proprietario del Decima Engine, già presente su PS5 e PS5 Pro ma che per la prima volta può essere confrontato direttamente con DLSS su PC. I risultati sono sorprendenti: su RTX 4070 a 4K, Pico supera DLSS 4.0 in alcune aree specifiche, come la resa del fogliame, e si mostra leggermente più performante anche rispetto a DLSS 4.5 a parità di risoluzione interna. Il vantaggio ulteriore è che Pico funziona con GPU Nvidia, AMD e Intel, rendendolo di fatto una soluzione universale, senza vincoli legati al produttore della scheda video. Un dettaglio non da poco per chi magari non possiede hardware Nvidia e si trova spesso tagliato fuori dalle tecnologie di upscaling più avanzate.