Chiunque abbia seguito anche solo di sfuggita le notizie sugli scenari di guerra moderni sa bene che oggi le battaglie non si combattono solo a cielo aperto. Sempre più spesso lo scontro si sposta tra mura di cemento, corridoi stretti e perfino sottoterra, in tunnel che fino a poco tempo fa sembravano impraticabili per qualsiasi mezzo tecnologico. È qui che entra in gioco il ROOSTER, un piccolo drone israeliano che sembra uscito da un videogioco futuristico ma che, in realtà, è già operativo in diversi eserciti.
ROOSTER: il drone israeliano che rotola, vola e colpisce con precisione
Il suo nome è un acronimo piuttosto lungo – Robotic Observation System for Tactical Engagement and Reconnaissance – ma la vera particolarità non è la sigla, bensì il modo in cui si muove. A differenza dei classici droni che conosciamo, il ROOSTER non è costretto a librarsi sempre in aria: la sua struttura a gabbia gli permette di rotolare a terra, scivolare su scale e infilarsi nei corridoi senza rompersi al primo urto. E quando il terreno diventa troppo complesso, basta un colpo di rotore e prende il volo.
Negli ultimi mesi, però, ha fatto un salto di livello che ha acceso parecchi dibattiti: è stato equipaggiato con un piccolo ordigno guidato, trasformandosi di fatto in una micro-munizione capace di colpire bersagli all’interno di edifici o tunnel. Non parliamo di bombe devastanti, ma di circa 300 grammi di carico, studiati per essere quanto più precisi possibile e ridurre al minimo i danni collaterali. È una soluzione pensata per situazioni in cui un errore può costare molto caro, soprattutto in contesti urbani dove civili e militari spesso si trovano fianco a fianco.
Un altro aspetto che lo rende così interessante è l’uso dell’intelligenza artificiale. Non serve un pilota esperto che lo guidi in ogni singolo movimento: il drone è in grado di riconoscere oggetti, inseguire un obiettivo e fissarsi sul bersaglio quasi da solo, con sistemi di sicurezza che riducono il rischio di errori o attivazioni indesiderate.
Il drone che combina AI e micro-munizioni per scenari urbani
Dal punto di vista tecnico non si limita alla parte militare. Può trasportare sensori per monitorare l’aria, rilevare radiazioni o usare camere termiche. In volo ha un’autonomia di circa un quarto d’ora, mentre a terra può rotolare per mezz’ora intera. Se messo in standby, resta connesso per quattro ore.
Non è un prototipo da laboratorio: è già stato testato da Israele, DEA statunitense e forze spagnole. Alcune unità sono operative in Europa, segno che quella che sembrava un’idea da film di fantascienza è già entrata, letteralmente, sul campo.