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Cyberpunk: Edgerunners 2, lo showrunner spiega l’addio a David

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Il ritorno di David nella seconda stagione di Cyberpunk: Edgerunners è stato a lungo il desiderio più insistente dei fan, ma Bartosz Sztybor non ha mai cambiato idea. Il creatore e showrunner della serie animata di Netflix ammette di aver sentito parecchia pressione dall’esterno. Eppure si dice contento che il nuovo capitolo abbia chiuso del tutto con la vecchia banda di netrunner e cyberpsicopatici che aveva conquistato il pubblico. Si tratta di una scelta netta, presa fin dal primo giorno, che ancora adesso gli procura qualche notte agitata.

Decine di messaggi al giorno per riavere David

La richiesta arrivava puntuale, quasi un rituale quotidiano. Sztybor racconta che la mole di messaggi privati ricevuti ogni giorno da chi sperava di rivedere il protagonista della prima stagione era tutt’altro che trascurabile. “Ricevere decine di messaggi privati ogni giorno che chiedono di riportare indietro David può mettere sotto pressione. Fin dall’inizio sapevo che no, la seconda stagione doveva essere qualcosa di diverso per restare fedele all’universo narrativo. Anche se tutto il pubblico rivuole David, avevo la sensazione che in realtà non lo volesse davvero. Se lo avessero ottenuto, probabilmente sarebbero rimasti delusi”, spiega lo showrunner.

Un ragionamento che ha preso forma concreta nei nuovi episodi di Cyberpunk: Edgerunners, dove la storia segue un gruppo di personaggi completamente inediti per le strade cromate di Night City. Al posto di David, che nella prima stagione era uscito di scena in modo devastante insieme a quasi tutta la sua squadra, ci sono ora quattro protagonisti nuovi di zecca. C’è Weak Kingsley, un edgerunner ormai sul viale del tramonto. Poi Roman, ossessionato dalla sua videocamera. Accanto a loro la nomade D. e Talia, con il corpo pieno di innesti cromati. Un cast che non prova a ricalcare il precedente e che porta la serie su un sentiero tutto suo.

Gli incubi di Sztybor e il ruolo di Studio Trigger

Allontanarsi dai personaggi che avevano reso celebre la serie non è stato semplice, e l’autore non lo nasconde affatto. Anzi, parla apertamente di incubi. “Anche adesso ho gli incubi. La seconda stagione è diversa. È così diversa che chi si è innamorato di Edgerunners rimarrà sorpreso. Quindi sì, ho sentito la pressione. Ho ancora gli incubi, ma sono orgogliosissimo della decisione di fare qualcosa di completamente diverso. Sono rimasto fermo su quella scelta”, racconta Sztybor.

In questo percorso un aiuto decisivo è arrivato da Studio Trigger, lo studio d’animazione che firma la produzione. Secondo il creatore, lo spirito ribelle condiviso con il team giapponese è stato fondamentale per tenere la barra dritta. “Studio Trigger ci ha aiutato in questo. Il nostro approccio ribelle, e quello di Studio Trigger, è stato davvero molto utile”, aggiunge.

Nonostante l’assenza di David, il nuovo ciclo di episodi sembra aver colpito nel segno. Le prime reazioni alla seconda stagione sono state ampiamente positive, segno che il seguito potrebbe reggere il confronto con quello che dal 2022 viene considerato un classico moderno dell’animazione. Un risultato non scontato, considerando quanto il pubblico fosse affezionato alla banda originale e a quella Night City vista con gli occhi del giovane protagonista. La nuova stagione di Cyberpunk: Edgerunners è disponibile in streaming su Netflix dal 20 ottobre.

Fonte: TecnoAndroid

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