Negli ultimi mesi Roblox si è trovata al centro di un’attenzione sempre più pressante, alimentata da indagini, cause legali e critiche sulla tutela dei più giovani. La risposta ora arriva sotto forma di una misura preventiva, ovvero l’estensione globale della verifica dell’età per accedere alle funzioni di chat. Non si tratta di un semplice passaggio burocratico. Quanto di un cambio di paradigma nel modo in cui la piattaforma gestisce le interazioni sociali.
Per continuare a comunicare, agli utenti viene chiesto di autorizzare l’uso della fotocamera e seguire una procedura guidata che consente al sistema di stimare l’età attraverso il riconoscimento facciale. Roblox sottolinea che il processo è affidato a un partner esterno specializzato. In più i contenuti acquisiti vengono eliminati al termine della verifica, nel tentativo di rassicurare chi teme un utilizzo improprio dei dati. L’accesso ai giochi resta libero, ma la chat diventa un privilegio vincolato, non più una funzione automatica. È una scelta che punta a ridurre i rischi, ma che inevitabilmente solleva domande sul confine tra protezione e invasività, soprattutto in una piattaforma frequentata da milioni di bambini e adolescenti in tutto il mondo.
Roblox, fasce d’età e nuove barriere nelle relazioni digitali
Una volta completata la verifica, l’esperienza su Roblox cambia in modo sostanziale. Gli utenti vengono inseriti in gruppi anagrafici ben definiti, che regolano chi può parlare con chi e in quali limiti. La comunicazione diretta viene consentita solo tra persone della stessa fascia o di quelle immediatamente vicine, creando una sorta di recinto digitale pensato per ridurre contatti potenzialmente problematici.
Per i più piccoli, in particolare sotto i nove anni, la chat resta disattivata di default e può essere sbloccata solo con l’intervento esplicito di un genitore, dopo aver completato i controlli richiesti. Roblox non si affida però solo alla tecnologia. La piattaforma infatti dichiara di monitorare nel tempo i comportamenti degli utenti. È infatti pronta a richiedere una nuova verifica se emergono incongruenze tra età stimata e modalità di utilizzo. Per chi supera i tredici anni resta anche l’alternativa del documento d’identità, mentre sono previsti meccanismi di appello in caso di errori.
Tutto ciò nasce da un contesto di forte pressione legale, con autorità statunitensi che hanno accusato Roblox di non fare abbastanza per prevenire fenomeni come l’adescamento o l’esposizione a contenuti inappropriati.