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Cintura a infrarossi: ZF Lifetec smaschera chi la indossa male

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Una nuova cintura di sicurezza a infrarossi promette di mettere fine a uno dei trucchi più diffusi tra gli automobilisti, cioè allacciare la cintura solo per far smettere di suonare il cicalino. Fino a oggi bastava infilare la linguetta nella fibbia perché la spia sul cruscotto si spegnesse e tutto sembrasse in regola. Dal 7 luglio, data che ha ridisegnato gli standard europei sulla sicurezza a bordo, le cose sono cambiate. L’Unione Europea ha reso obbligatorie le telecamere di monitoraggio su ogni nuova immatricolazione per individuare stanchezza e distrazioni. Nel frattempo Euro NCAP ha cominciato a esaminare un aspetto rimasto a lungo fuori dai test d’impatto, ovvero il modo in cui la cintura viene effettivamente indossata.

Tra il semplice aggancio nella fibbia e un nastro ben teso sulla spalla c’è infatti una differenza enorme. Il primo gesto riesce a ingannare qualsiasi sensore meccanico tradizionale, il secondo è quello che protegge davvero chi siede in auto.

Perché i vecchi sensori non bastano più

Il trucco è vecchio quanto l’automobile. C’è chi fa scivolare la fascia sotto l’ascella per guidare più comodo e chi se la passa dietro la schiena pur di zittire l’avviso acustico. Davanti a questi stratagemmi la tecnologia di bordo ha sempre dovuto chiudere un occhio. Nemmeno le comuni telecamere a colori, quelle chiamate RGB, sono riuscite a risolvere la questione perché vanno in difficoltà appena cala la luce. Un riflesso sul parabrezza può abbagliarle e una giacca dello stesso colore del nastro basta a confonderle. Ne escono immagini poco nitide e nessuna certezza reale su come il passeggero stia utilizzando il dispositivo di ritenuta.

Come funziona la cintura che dialoga con l’elettronica

La soluzione arriva da ZF Lifetec, che ha scelto di affrontare il problema partendo direttamente dalla materia prima. L’azienda ha messo a punto la cosiddetta infrared belt, una cintura che oltre a trattenere il corpo è capace di comunicare con l’elettronica dell’abitacolo. Il segreto sta nell’intreccio di filati speciali dotati di precise proprietà spettrali. Questi tessuti generano una firma ottica che le telecamere a infrarossi riconoscono senza esitazioni, a prescindere dai cambi di luce, dal buio di una galleria o dall’abbigliamento di chi viaggia a bordo. Il nastro si stacca così dallo sfondo con un’immagine ad altissimo contrasto, ben diversa da quella confusa restituita dai sistemi precedenti.

A quel punto il software smette di tirare a indovinare e comincia a calcolare. Le telecamere seguono millimetro per millimetro la traiettoria della fascia sul corpo e se questa finisce nel posto sbagliato, per esempio sotto l’ascella o dietro la schiena, gli algoritmi intelligenti lo intercettano all’istante. Non si parla di un progetto da laboratorio destinato a restare nel cassetto. Secondo ZF Lifetec il sistema risponde già alle rigide direttive Euro NCAP, che prevedono avvisi visivi e sonori obbligatori quando la cintura viene usata in modo scorretto.

Già in produzione con lo sguardo al 2030

Il percorso è quindi ben avviato. La nuova cintura di sicurezza a infrarossi è stata ingegnerizzata per coprire qualsiasi sedile dell’abitacolo ed è entrata ufficialmente nella produzione di serie proprio in queste settimane. Per chi finora ha giocato d’astuzia con la cintura gli spazi di manovra si stanno riducendo parecchio. La tecnologia sviluppata da ZF Lifetec fa infatti da apripista alla roadmap Vision 2030, il piano con cui Euro NCAP punta a blindare definitivamente la protezione degli occupanti.

Fonte: TecnoAndroid

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