In un contesto geopolitico sempre più incerto e instabile, la Cina ha deciso di dare una dimostrazione di forza e di alzare l’asticella della preparazione militare, recentemente infatti ha messo in mostra quella che attualmente è una delle sue maggiori priorità operative, parliamo della difesa contro gli sciami di doni, nelle ultime ore infatti la marina militare cinese ha diffuso le immagini ufficiali che mostrano un’esercitazione navale della People’s liberation Army, la quale ha l’obiettivo di contrastare gli attacchi coordinati di veicoli senza piloti.
I test condotti
I test facenti parte del ciclo di addestramento del 2026, sono stati trasmessi dall’emittente cinese CCTV, questi ultimi mostrano una simulazione assolutamente complessa che segna un passo assolutamente ampio rispetto a quelle del passato, nello specifico l’esercitazione ha ricostruito uno scenario che mostra un’unità navale che si ritrova a fronteggiare ondate successive di droni di attacco a bassa quota che sono pensati per saturare in modo importante le difese colpendo gli obiettivi sensibili in mare, l’obiettivo dell’esercitazione era quello di intercettare i singoli bersagli ma anche gestire l’intera minaccia in modo simultaneo, andando a coprire tutte le direzioni possibili di attacco con tempi ridotti al minimo.
All’interno dell’esercitazione dunque abbiamo avuto la forza blu che ha rappresentato l’attaccante e ha lanciato doni totalmente suicidi in grado di volare vicini alla superficie del mare, a difendersi ci ha pensato la forza rossa che rappresenta le unità del PLA, quest’ultimo ha risposto utilizzando dei missili imbarcati e sistemi di intercettazione assolutamente avanzati con un approccio difensivo a strati, il tutto si è composto così: individuazione precoce, tracciamento e ingaggio rapidi prima che i doni potessero avvicinarsi troppo.
Tutto ciò denota come Pechino consideri gli sciami di doni non più un elemento teorico bensì una componente assolutamente di rilievo dei conflitti futuri ad elevata intensità, non a caso tutto ciò rispecchia in particolare il confronto costante con Taiwan, questo poiché Taipei ha investito in modo deciso proprio nel settore dei droni acquistandone 1000 direttamente dagli Stati Uniti nel 2024 per poi puntare a uno sviluppo interno rappresentato da numerosi programmi.