La chirurgia robotica è in grado di agire a distanze che si accorciano fino quasi a sparire. Un chirurgo seduto a Roma ha operato un paziente che si trovava fisicamente a Pechino, guidando i bracci robotici da una console a migliaia di chilometri. Un intervento che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato fantascienza, e che invece è andato in scena davvero, collegando Italia e Cina in quello che possiamo definire un battito di ciglia digitale.
Un intervento complesso a migliaia di chilometri di distanza
La medicina a distanza sta facendo progressi che sorprendono perfino gli addetti ai lavori, e quanto accaduto durante un importante congresso medico nella Capitale ne è la prova più concreta. Il chirurgo ha rimosso un pericoloso trombo e un rene a un paziente ricoverato a Pechino, controllando ogni movimento dalla sua postazione romana. Non parliamo di un gesto semplice: si tratta di un’operazione delicata, di quelle che richiedono precisione assoluta e nervi saldi, eseguita però senza che medico e paziente si trovassero nemmeno nello stesso continente.
Il senso di tutto questo va oltre il record in sé. Quello che davvero conta è il messaggio che porta con sé: le barriere geografiche stanno cadendo anche nelle sale operatorie più complesse. La telechirurgia apre la porta a cure specialistiche che potrebbero arrivare ovunque, anche dove certe competenze mancano del tutto. Un paziente in una zona remota, in teoria, potrebbe essere operato dal miglior specialista al mondo senza che nessuno dei due si muova da casa propria.
Il palcoscenico del Challenges in Laparoscopy, Robotics & AI
C’è un dettaglio che rende il tutto ancora più impressionante: l’operazione è stata trasmessa in diretta. È successo durante la ventiduesima edizione del Challenges in Laparoscopy, Robotics & AI, l’evento ideato e promosso dal professor Vito Pansadoro. Una manifestazione che negli anni è diventata un punto di riferimento a livello mondiale per chi si occupa di chirurgia mini-invasiva e di applicazioni dell’intelligenza artificiale in campo medico.
Mostrare un intervento del genere davanti a una platea di specialisti, in tempo reale, significa anche assumersi una bella responsabilità. Non c’è spazio per imprecisioni quando l’intera comunità medica sta guardando, e il fatto che tutto sia filato liscio dice molto sulla maturità raggiunta da questa tecnologia. I bracci robotici rispondono ai comandi del chirurgo con una fedeltà tale da rendere quasi naturale l’idea di operare a distanza, nonostante in mezzo ci siano fusi orari diversi e migliaia di chilometri.