ChatGPT oltre che un chatbot IA in un certo senso, è anche un’azienda o comunque rappresenta una grossa azienda quale OpenAI, quest’ultima, ovviamente, oltre che a migliorare l’intelligenza artificiale, ovviamente, punta a migliorare anche il proprio marketing, cercando di rendere i propri prodotti quanto più appetibili possibili sul mercato.
Tutto questo di recente ha portato alla nascita di ChatGPT Go, un particolare piano di abbonamento dedicato a tutti quegli utenti che desiderano qualcosa in più rispetto al modello base senza però sfociare nei modelli Pro o plus che hanno dei prezzi mensili che per molti utenti sono a dir poco proibitivi, non a caso il modello Go offre degli elementi in più rispetto a quello base senza però eccedere oltre.
Arriva in Italia con un ma
Dopo una prima fase di test, OpenAI ha annunciato l’arrivo del piano go in altri 170 paesi compresa l’Italia, quest’ultimo avrà un prezzo di otto euro mensili, decisamente più accessibili rispetto ai 23 € mensili del piano plus, e offrirà ovviamente dei limiti di utilizzo incredibilmente più elevati rispetto al piano di abbonamento base.
Tutto ciò però non rappresenta solo una buona notizia poiché insieme a questo annuncio arriva un ulteriore annuncio che invece rappresenta un elemento che non ha tutti sarà gradito, l’azienda infatti ha annunciato che in futuro quel piano potrebbe o potrà contenere delle pubblicità, queste ultime sono sempre state ritenute l’ultima spiaggia da parte dell’azienda che però inizia a vederle come l’unica soluzione per mantenere i propri prezzi inalterati e allo stesso tempo esplorare altre possibilità di ricavo.
Al momento noi siamo salvi da questa evenienza poiché pare che la prima fase di test delle pubblicità avverrà solo all’interno del mercato americano, l’azienda ha voluto specificare che queste ultime appariranno come delle inserzioni coerenti con le domande o le conversazioni fatte con l’IA e soprattutto gli annunci pubblicitari non andranno ad influenzare in alcun modo il contenuto delle risposte le quali non verranno vendute agli inserzionisti restando assolutamente private, l’azienda ha continuato poi sottolineando che ovviamente gli utenti potranno disattivare la personalizzazione degli annunci e che questi ultimi non verranno mostrati agli utenti minorenni, così come non verranno visualizzati all’interno di conversazioni riguardanti i temi sensibili, come la salute mentale o la politica politica.