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Il Censimento Istat 2026 è ufficialmente partito e coinvolge tutto il territorio nazionale. Sono infatti iniziate le rilevazioni del Censimento permanente della Popolazione e delle abitazioni, l’indagine che serve a fotografare con precisione come vivono e come sono composte le famiglie italiane. La novità più evidente riguarda il modo in cui una parte dei cittadini verrà avvisata. Per molti il primo contatto con l’iniziativa passerà dallo smartphone, perché la comunicazione arriverà direttamente sull’app IO. Chi invece non utilizza l’applicazione della pubblica amministrazione riceverà una classica lettera informativa firmata dall’Istituto nazionale di statistica.
Come funziona l’edizione di quest’anno del Censimento
L’appuntamento di quest’anno ha una particolarità che vale la pena sottolineare. L’edizione 2026 prevede infatti soltanto l’indagine da Lista, cioè la rilevazione basata su un campione di famiglie. Non tutti, dunque, saranno chiamati a rispondere. I nuclei coinvolti vengono estratti dal Registro Base degli Individui e dovranno compilare un questionario preparato appositamente dall’Istat. Si tratta di uno strumento costruito per raccogliere informazioni utili a descrivere la realtà del Paese, e proprio per questo la partecipazione delle famiglie selezionate ha un peso concreto sulla qualità dei risultati finali.
Lo scopo della rilevazione è piuttosto chiaro. Grazie alle risposte raccolte sarà possibile tracciare un quadro aggiornato del tessuto demografico, sociale e abitativo degli italiani. Parliamo di dati che aiutano a capire come cambia la popolazione, in che modo si trasformano le famiglie e quali sono le condizioni delle abitazioni in cui le persone vivono ogni giorno. C’è poi un aspetto tecnico che spesso genera un po’ di confusione. In linea generale il Censimento si regge su due pilastri distinti. Da una parte ci sono i dati raccolti attraverso il questionario, ovvero proprio l’indagine da Lista. Dall’altra ci sono le informazioni che provengono da fonti amministrative e da registri statistici, già in possesso delle istituzioni. Nel 2026, però, il lavoro sul campo riguarda esclusivamente la parte campionaria, quella che richiede la collaborazione diretta delle famiglie estratte.
Notifica su app IO e accesso con SPID o CIE
Veniamo alla parte più pratica, quella che interessa chi potrebbe trovarsi coinvolto. Le famiglie scelte per la rilevazione campionaria riceveranno un avviso tramite l’app IO, ormai diventata uno dei canali principali con cui la pubblica amministrazione comunica con i cittadini. In alternativa arriverà una lettera informativa da parte dell’Istat, pensata per raggiungere anche chi non ha installato l’applicazione o non la usa abitualmente.
Una volta ricevuta la comunicazione si potrà procedere con il questionario online. Per accedere è necessaria un’autenticazione, e le strade percorribili sono tre. La prima consiste nell’utilizzare le credenziali riportate nella comunicazione stessa, quindi direttamente nella notifica o nella lettera ricevuta. La seconda passa dallo SPID, il Sistema pubblico di identità digitale che molti italiani impiegano già per gestire pratiche e servizi online. La terza prevede l’uso della CIE, la Carta d’identità elettronica, che consente anch’essa di identificarsi in modo sicuro sulle piattaforme della pubblica amministrazione.
Questa pluralità di opzioni ha un senso preciso. L’obiettivo è rendere l’accesso al questionario il più semplice possibile, lasciando a ciascuna famiglia la libertà di scegliere il metodo che conosce meglio. Chi ha già dimestichezza con SPID o con la CIE potrà sfruttare gli strumenti che usa abitualmente, mentre chi preferisce non complicarsi la vita troverà nelle credenziali fornite dall’Istat una soluzione immediata per entrare nel sistema e completare la rilevazione del Censimento Istat 2026.
Fonte: TecnoAndroid








