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Cavi USB C, alcuni hanno bisogno di un aggiornamento firmware

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I cavi USB C sono tra gli oggetti più confusi e allo stesso tempo più trascurati della tecnologia di tutti i giorni, eppure alcuni di loro potrebbero avere bisogno di un aggiornamento firmware. Sembra uno scherzo, ma non lo è. Di solito nessuno passa ore a riflettere sul destino dei propri cavetti, almeno finché qualcosa non smette di funzionare. Ed è proprio in quel momento che può arrivare la sorpresa, perché il problema a volte si risolve in un modo tanto semplice quanto spiazzante.

Del ritornello “aggiornare i driver, aggiornare il firmware” si è sentito parlare mille volte, soprattutto per router e unità SSD. Il firmware dentro un cavo, invece, è una novità per molti. Due cavi identici all’esterno possono avere capacità molto diverse, e una parte di queste differenze dipende da ciò che si nasconde nei connettori. Non solo prestazioni o potenza erogata, quindi, ma un vero e proprio software integrato.

Dentro il cavo c’è un piccolo computer

Molti cavi più veloci e capaci di gestire potenze elevate contengono un minuscolo chip chiamato e marker. Il suo compito è comunicare ai dispositivi collegati cosa il cavo è in grado di sostenere, a partire dalla potenza supportata fino alle capacità di trasferimento dati. Un aiuto prezioso, considerando quanto sia difficile capire a colpo d’occhio a cosa serva un cavo pescato a caso dal cassetto.

Con i cavi attivi USB C e USB4 il discorso si fa più interessante. Questi modelli possono integrare componenti aggiuntivi come redriver o retimer, utili a mantenere la qualità del segnale su distanze più lunghe. Alcuni cavi da USB C a HDMI hanno persino chip che convertono attivamente il segnale video. Parte di questi accessori più evoluti ospita controller che eseguono un vero firmware, e proprio come accade per un SSD o un router, anche quel codice può richiedere ogni tanto una revisione.

Quando un aggiornamento sblocca nuove funzioni

La parte più curiosa è che non si tratta solo di correggere errori. In certi casi l’intervento abilita funzioni prima inaccessibili. Un esempio concreto arriva da Cable Matters, che mette a disposizione un’utility per il suo cavo da USB C a HDMI 8K: dopo l’installazione il collegamento può gestire il 4K a 120Hz o addirittura a 240Hz sui Mac compatibili. Un salto notevole nella frequenza di aggiornamento dello schermo, ottenuto senza acquistare un cavo nuovo. Non mancano poi le classiche correzioni, pensate per risolvere problemi di compatibilità, disconnessioni improvvise e altri intoppi simili.

Il procedimento ricorda quello di qualsiasi altro componente hardware. Prima bisogna identificare il modello esatto, ed è il motivo per cui la questione riguarda soprattutto prodotti di marca e di fascia alta, non quelli generici. Poi si controlla sul sito del produttore se esistono nuove versioni, si scarica l’utility dedicata, si collega il cavo al PC e si lascia che il programma verifichi il firmware installato. Se serve un aggiornamento, basta seguire i passaggi indicati. C’è però un dettaglio quasi surreale: alcuni cavi hanno due chip distinti, che in certe situazioni vanno aggiornati separatamente.

Non tutti i cavi vanno aggiornati

Prima di svuotare il cassetto per testare ogni accessorio, conviene ridimensionare l’entusiasmo. I cavi USB C comuni non hanno un firmware aggiornabile dall’utente, e anche quelli dotati di e marker non lo sono necessariamente. Questa possibilità riguarda soprattutto i cavi attivi di fascia alta, con un’elettronica interna più sofisticata. Anche in quel caso i produttori non sempre rilasciano aggiornamenti e, se tutto funziona a dovere, spesso non c’è alcun motivo per intervenire.

Un aspetto utile comunque rimane. Molte persone buttano via un cavo appena smette di fare ciò che ci si aspetta, ma un collegamento che non svolge bene il suo lavoro non è per forza rotto. Come accade con un vecchio router da riutilizzare, a volte basta una piccola spinta sotto forma di aggiornamento firmware rapido per rimetterlo in carreggiata.

Fonte: TecnoAndroid

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