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Le case anti uragano del futuro potrebbero avere un aspetto piuttosto insolito, con pareti esterne e tetti dalle forme ondulate pensati apposta per smorzare la furia delle raffiche. Non si tratta di una scelta estetica ma di una precisa strategia di difesa: secondo gli studi condotti dalla Florida State University, questo tipo di design è in grado di ridurre la pressione del vento in una misura che va dal 40 al 60%. Un risultato tutt’altro che marginale per chi vive nelle zone più colpite da tempeste e cicloni.
Alla base del progetto c’è un ragionamento ormai condiviso da molti. La lotta ai cambiamenti climatici resta fondamentale, però da sola non basta. Accanto a questo impegno servono azioni di adattamento capaci di mettere le popolazioni in condizione di difendersi da eventi meteorologici estremi che si presentano con una frequenza sempre maggiore. Ed è proprio in quest’ottica che è nata l’idea di intervenire direttamente sulla forma degli edifici, soprattutto nelle aree più esposte agli uragani, dove una raffica particolarmente violenta può fare la differenza tra una casa che resiste e una che subisce danni seri.
Come funzionano le superfici ondulate contro il vento
Il punto di partenza è che le forme edilizie non convenzionali possono attenuare in modo significativo l’intensità delle forze che un’abitazione deve sopportare durante una tempesta. Meno sollecitazioni significa, in sostanza, meno danni alle strutture. Per verificarlo i ricercatori hanno lavorato su modelli stampati 3D caratterizzati da onde con un’ampiezza compresa tra il 5 e il 10% dell’altezza complessiva dell’edificio.
Questi prototipi sono stati poi sottoposti a una serie di prove in galleria del vento, e qui è emerso un dato interessante. All’aumentare della profondità dell’onda cresce anche la capacità della superficie di abbattere la pressione. Più la curva è marcata, quindi, più l’edificio riesce a difendersi. Il motivo è legato al comportamento dell’aria quando incontra un ostacolo. Le superfici ondulate eliminano infatti quelle zone in cui normalmente si generano le correnti di aspirazione, cioè i punti in cui il vento tende a “risucchiare” le pareti e il tetto. Togliendo di mezzo queste aree critiche si impedisce la formazione dei vortici, che sono tra i principali responsabili delle sollecitazioni più pericolose per una costruzione.
Un’alternativa più economica alle soluzioni tradizionali
Chi si occupa di progettazione lo sa bene: gestire la pressione del vento rappresenta una delle sfide più complicate in assoluto quando si costruisce un edificio. Negli anni sono state messe a punto diverse strategie per affrontare il problema. Tra le più diffuse ci sono gli angoli arrotondati, le rientranze, le pareti inclinate oppure strutture più spesse e robuste, capaci di reggere carichi maggiori.
Si tratta di soluzioni che funzionano, nessuno lo mette in dubbio. Il problema è che hanno un costo elevato e non sempre possono essere adottate. In molti casi entrano in gioco vincoli di natura tecnica che rendono impraticabili certi interventi, mentre in altri contesti sono i limiti paesaggistici a impedire modifiche così evidenti all’aspetto di un edificio. Non tutte le abitazioni, insomma, possono essere ripensate da zero o rinforzate a piacimento.
Le case anti uragano con pareti e tetti ondulati si inseriscono proprio in questo spazio. Secondo i ricercatori l’impiego delle superfici ondulate rappresenta un’alternativa altamente performante e al tempo stesso economicamente vantaggiosa rispetto ai metodi tradizionali, con una riduzione della pressione del vento che nei test ha raggiunto valori compresi tra il 40 e il 60%.
Fonte: TecnoAndroid








