La carta d’identità cartacea avrà ancora qualche mese di utilizzo, anche quando si tratta di gestire una SIM o un contratto con l’operatore telefonico. Nessuna proroga infinita, sia chiaro, ma chi ancora non possiede la versione elettronica avrà un po’ di margine per procurarsela senza andare nel panico. La scadenza da tenere a mente c’è, e riguarda direttamente chi si muove tra attivazioni, subentri e cambi di piano.
Cosa cambia dal 3 agosto 2026
Il punto di svolta è fissato al 3 agosto 2026. Da quel giorno, per via delle regole europee, la carta d’identità cartacea non sarà più valida per l’espatrio, a prescindere dalla data di scadenza stampata sul documento. In pratica, per varcare i confini l’unico documento accettato sarà la Carta d’Identità Elettronica, la cosiddetta CIE. Chi era abituato a viaggiare con il vecchio cartoncino dovrà quindi mettersi in regola.
Il Governo italiano ha però deciso di ammorbidire un po’ la transizione. Con il DL 108/2026 è arrivata una deroga che riguarda soltanto gli utilizzi interni al territorio nazionale. Detto in altro modo, il documento cartaceo non scaduto potrà ancora essere impiegato fino al 31 gennaio 2027 per diverse necessità quotidiane. Rientrano nell’elenco l’accesso alle prestazioni sanitarie, previdenziali e assicurative, oltre ai rapporti con la pubblica amministrazione e con chi eroga servizi pubblici.
Telefonia e operatori, fino a quando vale il documento
Dentro questo quadro ci finiscono anche gli operatori telefonici. Potranno continuare ad accettare la carta cartacea per identificare sia i nuovi clienti sia quelli già in portafoglio, sempre entro la data del 31 gennaio 2027. Qualcuno si è già mosso per aggiornare le proprie comunicazioni con la nuova scadenza, come nel caso di Vodafone e di ho. Mobile, che hanno adeguato le informazioni per la clientela.
Sul piano pratico, cosa significa tutto questo? Che fino a quella data, se il documento è ancora valido, la carta d’identità cartacea potrà essere usata per intestare una SIM, attivare una linea fissa o mobile e gestire le operazioni su un contratto già in essere. Parliamo di cose molto comuni come il cambio piano, un subentro oppure un trasloco. Insomma, chi ha in mente di sistemare qualcosa con il proprio operatore non è costretto a correre subito a fare la CIE, ma è bene ricordarsi che il tempo a disposizione non è illimitato.