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Nella nuova Carrie firmata da Mike Flanagan, la scena più famosa della storia cambia volto e diventa qualcosa da riprendere con lo smartphone. Il regista, alle prese con l’adattamento per l’era digitale del racconto di Stephen King uscito nel 1974, ha deciso di insistere proprio su come i social media e i telefoni cellulari finiscano per alimentare la crudeltà che la ragazza subisce da parte delle compagne. Una scelta precisa, che secondo lo stesso Flanagan nasce dalla necessità di raccontare il presente senza girarci intorno.
Nelle versioni precedenti quella sequenza apriva la vicenda. Questa volta invece il team creativo ha lavorato in un’altra direzione. “Abbiamo parlato molto di come cambiasse tutto con i telefoni in mano alle persone, soprattutto in quella scena. In ogni altra versione è la prima scena” ha spiegato il regista. “Una delle prime cose con cui abbiamo iniziato a giocare è stata farla diventare la fine dell’episodio pilota, accompagnando lo spettatore fino a quel punto”. Per Flanagan è quasi impensabile costruire oggi un racconto serio sull’adolescenza ignorando i social media, perché ormai fanno parte della vita quotidiana dei ragazzi in modo profondo.
La scena delle docce ambientata nel 2025
Il trailer della serie mostra già il momento che chiunque conosca la storia ricorda bene. Carrie ha il suo primo ciclo mestruale ma non sa nemmeno cosa siano le mestruazioni e crede quindi di stare morendo. Le ragazze della lezione di ginnastica, anziché aiutarla, le lanciano addosso assorbenti e tamponi. Nella versione di Flanagan però siamo nel 2025 e le compagne, oltre a tirarle contro di tutto, tirano fuori i cellulari e filmano l’intera scena. Guardarla non è facile, ma il regista la considera indispensabile.
“La normalizzazione della crudeltà che arriva con tutto questo era qualcosa di cui sentivamo davvero di dover parlare” ha proseguito. “Ci ha aperto molte strade. È una delle cose che mi colpiscono di più degli adolescenti di oggi: io non avrei avuto la forza di sopravvivere”. Flanagan ha poi ricordato i suoi anni di scuola negli anni Novanta, quando di certe cose non bisognava preoccuparsi affatto, ammettendo che già allora si sentiva aggrappato con le unghie. Anche lui, ha raccontato, è stato un ragazzo vittima di bullismo.
Il cast e il giudizio di Stephen King
La nuova serie segue Carrie White, interpretata da Summer H. Howell, che dopo aver studiato a casa fino all’adolescenza entra per la prima volta in una scuola pubblica. Gli eventi seguono il percorso che il pubblico conosce, ma la presenza costante degli smartphone rende tutto ancora più pesante e finisce per rafforzare la componente horror in modi inattesi. Nel cast compaiono Samantha Sloyan nei panni di Margaret White, Siena Agudong come Sue Snell, Alison Thornton nel ruolo di Chris Hargensen, Amber Midthunder come Rita Desjardins e Matthew Lillard in quelli del preside Grayle.
Il regista è tornato poi sul confronto tra la sua generazione e quella attuale. “Non riesco nemmeno a immaginare di dover andare a scuola ogni giorno e fare i conti con tutti i miei tormenti, i miei errori e i miei momenti di crescita, potenzialmente catturati e condivisi con il mondo per sempre. Non so come facciano” ha aggiunto. “Ne sono uscito ammirato dalla forza degli adolescenti di oggi. Nient’altro che rispetto”.
Sull’operazione è arrivato anche il parere dell’autore del romanzo. Stephen King ha affidato a Threads il suo commento sull’adattamento moderno, definendo la Carrie di Mike Flanagan “brillante” e sottolineando come quello che la serie dice sui social media sia “scioccante e vero”.
Fonte: TecnoAndroid








