Il più grande produttore di auto elettriche al mondo sta vivendo un momento che, a prima vista, sembra contraddittorio. BYD ha ridotto la propria forza lavoro di circa 100.000 unità, portando il totale dei dipendenti a 870.000 nel 2025, con un calo di circa il 10%. Però attenzione: leggere questo dato come un segnale di crisi sarebbe un errore enorme, perché i numeri raccontano tutt’altra storia.
Il colosso di Shenzhen ha chiuso il 2025 con un fatturato di circa 101,43 miliardi di euro, il più alto mai registrato nella storia dell’azienda. Le consegne hanno toccato quota 4,60 milioni di veicoli, e per la prima volta in assoluto le esportazioni di BYD hanno superato la soglia simbolica di un milione di unità vendute all’estero. Un traguardo che proietta definitivamente il marchio cinese nella top 10 dei costruttori automobilistici a livello globale.
E allora perché tagliare 100.000 posti di lavoro con risultati simili? La questione non ha niente a che vedere con un calo della domanda. Si tratta piuttosto di una ristrutturazione strategica orientata all’efficienza operativa e al contenimento dei costi, in un momento storico in cui la competizione nel settore delle auto elettriche si è spostata dalla crescita pura alla sostenibilità dei margini. Ed è proprio qui che il quadro si fa più complesso.
L’utile netto di BYD nel 2025 è sceso a circa 4,115 miliardi di euro, in calo del 19% rispetto all’anno precedente. La causa principale? La fortissima pressione sui prezzi nel mercato domestico dei veicoli a nuova energia (NEV), dove la guerra commerciale tra costruttori cinesi ha eroso i margini di profitto in modo significativo. Nonostante tutto questo, BYD ha mantenuto investimenti in ricerca e sviluppo pari a circa 7,99 miliardi di euro, confermando la volontà di non rallentare sul fronte dell’innovazione tecnologica legata a elettrificazione, batterie e infrastrutture di ricarica.
Blade Battery 2.0 e ricarica lampo: la tecnologia che cambia le regole
Il 5 marzo 2026 BYD ha lanciato ufficialmente la Blade Battery 2.0 abbinata al sistema Flash Charging 2.0. I numeri parlano da soli: ricarica dal 10% al 70% in circa 5 minuti, e dal 10% al 97% in soli 9 minuti in condizioni standard. Sono prestazioni che avvicinano concretamente l’esperienza di ricarica elettrica a quella di un normale rifornimento di carburante, eliminando uno degli ostacoli psicologici più grandi per chi ancora esita a passare all’elettrico.
Il lancio della nuova batteria non è casuale nel tempismo. BYD ha innalzato l’obiettivo di esportazione per il 2026 a 1,5 milioni di veicoli, il 15% in più rispetto alla stima precedente. L’azienda punta con decisione sui mercati internazionali per compensare la feroce competizione interna e sostenere la crescita.
Il mercato domestico rallenta, ma solo in apparenza
A febbraio 2026 le vendite domestiche di veicoli NEV hanno registrato un calo del 41%. Un dato che potrebbe sembrare allarmante, ma che si spiega interamente con i fattori stagionali legati alle festività cinesi. Il calo è avvenuto prima del lancio della Blade Battery 2.0, il che suggerisce una fluttuazione temporanea della domanda piuttosto che un cambiamento strutturale nelle preferenze dei consumatori. L’espansione dell’infrastruttura di ricarica rapida e l’arrivo della nuova generazione di batterie dovrebbero contribuire a stabilizzare la domanda nei prossimi mesi.