News

BitTorrent: un pirata è stato condannato al carcere

Pubblicato da

Nel maggio 2024, la giustizia greca ha registrato una svolta importante riguardo i reati informatici. Tutto ha avuto inizio con la condanna a cinque anni di carcere inflitta a un uomo di 59 anni. Quest’ultimo era stato accusato di aver gestito il sito di file sharing illegale P2Planet.net. Il tribunale del Pireo ha emesso una sentenza che rappresenta un precedente storico per la Grecia. Mai prima d’ora una causa legata all’uso della tecnologia BitTorrent aveva portato a una pena detentiva tanto severa. Alla condanna si aggiunge anche una multa di 10.000 euro. Insieme all’obbligo di versare 1.800 euro per coprire le spese processuali. Le forze dell’ordine sono intervenute immediatamente. Ciò prendendo in custodia l’imputato subito dopo il verdetto. Intervento che ha sottolineato l’importanza attribuita al caso.

Nuova sentenza per un pirata di BitTorrent

Nonostante esistano precedenti, come la condanna del 2019 al gestore di greekstars.net, anch’egli punito con cinque anni di reclusione, resta raro che in Grecia un amministratore di siti torrent venga incarcerato. L’importanza del caso P2Planet risiede proprio in suddetta sua eccezionalità, che potrebbe segnare un cambio di rotta nella lotta alla pirateria

digitale nel Paese.

P2Planet.net era nato nel 2011 e si era rapidamente affermato nel panorama della pirateria digitale. Ciò attirando decine di migliaia di utenti e ospitando migliaia di contenuti protetti da copyright. Il sito si basava su strumenti come PHP BitTorrent e il forum TorrentStrike. Ma con il tempo aveva subito attacchi DDoS e truffe online che ne avevano compromesso il funzionamento. La piattaforma è rimasta attiva fino al giugno 2014, quando un messaggio pubblicato sui social ne ha annunciato la chiusura definitiva.

Proprio in quel periodo le autorità greche avevano dato il via a un’indagine approfondita. Quest’ultima era coordinata dalla Direzione per la lotta contro il crimine informatico. Durante le perquisizioni fu sequestrato un hard disk contenente prove ritenute decisive per incastrare il responsabile. Da allora, tra arresti domiciliari e rinvii, il procedimento ha subito un lungo iter giudiziario che si è concluso solo nel 2025. La durata del processo evidenzia la complessità delle indagini digitali.

Condividi
Pubblicato da