Il film dedicato a Battlefield è stato annunciato da pochissimo, eppure il progetto sta già generando un livello di attenzione che racconta molto sullo stato attuale del rapporto tra videogiochi e cinema. Non c’è stato nemmeno il tempo di digerire la notizia che dietro le quinte si sono messi in moto meccanismi enormi, con diversi studios cinematografici pronti a darsi battaglia (è il caso di dirlo) per mettere le mani sui diritti di produzione.
Del resto, il momento è quello giusto. Il mondo dei videogiochi sta attraversando una fase d’oro quando si parla di adattamenti per il grande schermo, e l’interesse cresce in modo esponenziale ogni volta che entra in gioco un nome davvero pesante. E Battlefield è senza dubbio uno dei franchise più iconici nel panorama degli sparatutto, quindi il fermento attorno a questo progetto cinematografico non sorprende affatto.
Il successo di Battlefield 6 come trampolino verso Hollywood
A dare benzina a tutta questa corsa c’è un dato concreto, impossibile da ignorare. Battlefield 6 ha rappresentato una rinascita vera per il franchise, riuscendo a risollevarne le sorti in modo clamoroso e superando la soglia delle 20 milioni di copie vendute entro la fine dello scorso anno. Numeri che parlano da soli e che hanno convinto Hollywood a scommettere forte su questo marchio, considerandolo una proprietà intellettuale di primissimo piano su cui investire risorse importanti.
Quando un videogioco raggiunge quei livelli di penetrazione commerciale, diventa praticamente impossibile per l’industria cinematografica restare a guardare. La logica è semplice: un pubblico già enorme, un brand riconoscibile a livello globale e una componente narrativa e visiva che si presta naturalmente alla trasposizione su grande schermo. Tutti ingredienti che rendono il film di Battlefield un’opportunità troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.
Un’asta tra giganti per accaparrarsi i diritti
Ed è proprio qui che la faccenda si fa interessante. Secondo quanto trapelato, il progetto starebbe scatenando una vera e propria competizione economica tra i colossi del settore. Non si parla di nomi qualunque: tra le realtà coinvolte ci sarebbero Netflix, Warner Bros. Discovery, Sony, Universal e Amazon MGM Studios. Praticamente tutti i principali attori dell’industria dell’intrattenimento si starebbero contendendo i diritti di produzione in quella che diversi esperti del settore hanno già definito la più grande asta dell’anno.
Una guerra tra studios che fotografa perfettamente il valore che oggi viene attribuito alle proprietà intellettuali videoludiche. Se fino a qualche anno fa i film tratti dai videogiochi venivano accolti con scetticismo, oggi rappresentano una delle categorie più ambite. E un franchise come Battlefield, con la sua storia ventennale e una base di fan che si conta in decine di milioni, è esattamente il tipo di progetto capace di far scattare offerte a suon di milioni tra le major.
Resta da capire chi alla fine riuscirà a spuntarla in questa corsa, ma il semplice fatto che così tanti nomi di primo piano siano coinvolti dice tutto sull’entità della posta in gioco. Il film di Battlefield non è ancora entrato in produzione, eppure sta già facendo parlare di sé come uno dei progetti più contesi dell’intero panorama cinematografico attuale.