Avatar: La Leggenda di Aang 2 è arrivata su Netflix carica di aspettative, eppure i primi numeri sugli ascolti hanno raccontato tutt’altra storia rispetto a quella che i fan speravano di leggere. La seconda stagione del live-action ha infatti segnato un calo netto di visualizzazioni, un dato che ha subito acceso qualche preoccupazione sul futuro del progetto.
Stiamo parlando di una flessione del 58% negli ascolti rispetto alla prima stagione. Un numero che pesa, soprattutto per una produzione che era partita con grandi ambizioni e con l’obiettivo di riportare in vita l’universo creato per la serie animata originale.
Cosa dicono i numeri della seconda stagione
Il calo del 58% emerge da un nuovo report dedicato agli ascolti della piattaforma. È un dato importante, di quelli che di solito fanno drizzare le antenne agli addetti ai lavori, perché segnala un interesse decisamente inferiore rispetto al debutto del live-action.
La prima stagione aveva raccolto attenzione e curiosità, complice l’affetto del pubblico verso il materiale di partenza. Con questa nuova tornata di episodi, invece, qualcosa si è inceppato. Le grandi aspettative che avevano accompagnato l’uscita non hanno trovato riscontro nei dati concreti, e la distanza tra hype iniziale e risultati effettivi si è fatta sentire.
Il futuro del live-action e i nuovi progetti
Nonostante questo scivolone negli ascolti, la situazione non sembra essere così drammatica come si potrebbe pensare guardando solo la percentuale. Il futuro del live-action resta infatti stabile, segno che dietro le quinte le cose vanno avanti secondo i piani prestabiliti.
C’è di più. Sono in arrivo nuovi progetti animati legati al franchise, un segnale che l’universo di Avatar continua a interessare chi lo produce, ben oltre la sola versione con attori in carne e ossa. L’animazione, del resto, è stata la casa originale di questo mondo, quella che ha fatto innamorare intere generazioni di spettatori.
Il quadro che ne esce è quindi meno cupo di quanto il primo dato lasci intendere. Da una parte c’è un risultato che non convince, con quel 58% in meno che difficilmente può passare inosservato. Dall’altra c’è la volontà di andare avanti, tanto con la componente live-action quanto con quella animata.
La seconda stagione ha insomma pagato un prezzo alto in termini di visualizzazioni, ma il progetto complessivo attorno ad Avatar non pare essere in bilico. Le due direzioni, quella con attori reali e quella disegnata, sembrano destinate a proseguire in parallelo, alimentando un franchise che continua a muoversi su più fronti.