Le auto usate costano un po’ meno di prima, ma attenzione a non generalizzare troppo. Il quadro è più sfumato di quanto sembri, perché mentre i prezzi di certe alimentazioni scendono, altre continuano a salire senza sosta. A spingere sempre più automobilisti verso il mercato dell’usato ci pensano i listini delle auto nuove, che non smettono di crescere. Chi vuole risparmiare senza rinunciare al modello che serve davvero, insomma, guarda con crescente interesse a ciò che il mercato dell’occasione può offrire.
Secondo l’ultimo AUTO1 Group Price Index, il report mensile che fotografa l’evoluzione dei prezzi delle auto di seconda mano in tutta Europa, il valore medio è calato leggermente. Ma non vale per tutte. L’andamento cambia parecchio a seconda del tipo di alimentazione, con benzina e diesel in flessione e le elettriche che invece continuano a correre.
Prezzi in altalena, con qualche sorpresa
I numeri parlano chiaro. L’indice di giugno si è fermato a quota 140,5 punti, in calo dello 0,2% rispetto a maggio. Nonostante questo, il secondo trimestre si è chiuso comunque in positivo, con una crescita dello 0,9% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Da gennaio i prezzi medi delle auto usate in Europa sono saliti del 2,9%, mentre il confronto con giugno 2025 mostra una lieve diminuzione dell’1,1%.
A fare la differenza sono soprattutto le auto elettriche, che continuano a registrare quotazioni in aumento grazie a una domanda sempre più forte. Un segnale interessante, perché va in controtendenza rispetto al resto del mercato.
Ogni alimentazione fa storia a sé
Guardando i dati nel dettaglio, l’analisi mostra come le auto elettriche siano il segmento più vivace dell’usato europeo. A giugno le quotazioni sono cresciute del 5,4% rispetto al mese precedente, mentre da inizio anno il rialzo arriva al 18,5%. Anche il secondo trimestre si è chiuso in netto guadagno, con un incremento del 15,2% rispetto ai primi tre mesi del 2026. L’indice si è così portato a 116,1 punti, con un aumento del 13,5% su base annua.
Le alimentazioni tradizionali raccontano tutt’altra storia. Le auto a benzina hanno segnato un piccolo calo dello 0,3% a giugno, pur mantenendo una crescita del 4,2% dall’inizio dell’anno. Sul confronto annuale, però, i prezzi risultano più bassi del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Per il diesel, invece, la fase di debolezza non accenna a finire. A giugno ha perso lo 0,8% rispetto a maggio e l’1,3% nel confronto con il trimestre precedente. Da gennaio la flessione tocca l’1,7%, mentre rispetto a giugno dello scorso anno il calo sale al 4,1%. Un trend che conferma quanto questo tipo di alimentazione stia progressivamente perdendo appeal anche sull’usato.
Più equilibrato il comportamento delle auto ibride, che a giugno segnano un leggero aumento mensile dello 0,3% ma rimangono praticamente ferme rispetto all’inizio del 2026. Nonostante il rallentamento, i loro prezzi restano superiori dell’1,4% rispetto a un anno fa. Il segnale di un mercato che continua a muoversi a velocità diverse, con ritmi dettati soprattutto dalla tecnologia di propulsione sotto il cofano.