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ASML, l’UE tratta con la Cina per salvare un fornitore tedesco

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L’Unione Europea sta trattando con la Cina per salvare Sindlhauser Materials GmbH, un’azienda tedesca poco nota al grande pubblico ma inserita a pieno titolo nella catena di fornitura di ASML, la società più importante al mondo nella produzione di macchinari per i chip. Le restrizioni che Pechino ha imposto all’impresa rischiano infatti di costringerla a chiudere. Sul tavolo c’è una sorta di scambio di sanzioni: la Cina toglierebbe Sindlhauser dalla propria lista nera e in cambio Bruxelles revocherebbe le misure adottate contro un’azienda cinese, di cui non è stato reso noto il nome, accusata di aver aiutato la Russia nella guerra contro l’Ucraina. A riferirlo sono persone a conoscenza del dossier.

L’intesa è stata discussa durante la visita a Pechino di Maroš Šefčovič, commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza economica. Stando a quanto trapela, il primo passo dovrebbe toccare all’Europa, anche se qualsiasi cancellazione dalla lista europea richiede il voto unanime degli Stati membri. Le due parti hanno inoltre concordato di scambiarsi più informazioni e di avvisarsi in anticipo prima di introdurre nuovi controlli sulle esportazioni.

Perché Pechino ha scelto proprio Sindlhauser

A luglio 2026 la Cina ha inserito Sindlhauser, specializzata in manifattura di precisione e rivestimenti avanzati, nella propria lista di controllo delle esportazioni insieme ad altre 13 aziende europee. La mossa è apparsa come una ritorsione contro il 21° pacchetto di sanzioni dell’Unione verso la Russia, che aveva colpito diverse imprese cinesi sospettate di fornire a Mosca componenti utilizzabili per costruire armi. Ufficialmente però Pechino ha motivato la decisione con i presunti rapporti delle società coinvolte con Taiwan.

La scelta di Sindlhauser non è affatto casuale, proprio perché l’azienda rappresenta un tassello della filiera di ASML. Secondo alcuni funzionari, negli ultimi diciotto mesi Pechino avrebbe raccolto con pazienza informazioni sulle catene di approvvigionamento occidentali e avrebbe usato quei dati per individuare questa realtà tedesca, all’apparenza marginale, come un vero e proprio punto di pressione sul gigante delle apparecchiature per semiconduttori.

La dipendenza dalle terre rare e il rischio di chiusura

Il problema di fondo è che Sindlhauser dipende quasi del tutto dalle terre rare e dai minerali critici provenienti dalla Cina. Le restrizioni vietano agli esportatori cinesi di vendere all’azienda prodotti a duplice uso, cioè utilizzabili sia in ambito civile sia militare, e così le tagliano la principale fonte di materie prime. Ma non finisce qui, perché le stesse regole impediscono anche a imprese e privati stranieri di girare all’azienda tedesca beni di origine cinese di questo tipo. In pratica Sindlhauser non può nemmeno aggirare il blocco rifornendosi tramite un distributore terzo.

Subito dopo l’inserimento nella lista si è temuto seriamente per la sopravvivenza della società. Il governo tedesco e quello regionale della Baviera sono quindi intervenuti per aiutarla a cercare soluzioni alternative, come fornitori diversi o il riciclo dei materiali già disponibili. Nonostante questi sforzi, la forte dipendenza dalla Cina resta un ostacolo enorme e senza una revoca delle restrizioni Sindlhauser potrebbe essere costretta a chiudere i battenti nei prossimi mesi.

Da settimane i funzionari di Bruxelles sollevavano il caso con le autorità cinesi, un lavoro diplomatico che ha portato allo scambio di cancellazioni discusso durante la visita di Šefčovič. La vicenda mette in luce quanto la Cina pesi su molti anelli della filiera tecnologica globale, compresa la produzione di semiconduttori, fondamentale per la corsa all’intelligenza artificiale. Pechino ha già imposto limiti all’esportazione di diversi metalli delle terre rare, riducendone la disponibilità lungo tutta la catena di approvvigionamento. Nel frattempo i Paesi occidentali stanno investendo cifre importanti per costruire filiere interne e ridurre la dipendenza dai fornitori cinesi.

Fonte: TecnoAndroid

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