Arrivare pronti alla missione Artemis III, quella che vedrà a bordo anche l’italiano Luca Parmitano, non è affatto una passeggiata. Servono coordinamento, migliaia di componenti da mettere insieme, squadre di tecnici e procedure che devono incastrarsi come pezzi di un unico grande orologio. E questo lavoro, va detto, è già partito da un pezzo.
Al Kennedy Space Center è cominciato ufficialmente l’assemblaggio dello Space Launch System, il colosso che avrà il compito di spingere in orbita la capsula Orion con il suo equipaggio a bordo. Un progetto ambizioso, di quelli che tolgono il fiato solo a pensare alla mole di lavoro necessaria. E qui l’idea è proprio di seguire i progressi passo dopo passo, aggiornando nei prossimi mesi sulle fasi più interessanti di questo cantiere spaziale.
I primi booster già installati sulla piattaforma di lancio
La notizia che fa ben sperare è che i primi segmenti dei due booster a propellente solido sono già stati sistemati sulla piattaforma mobile di lancio. Gli altri pezzi, invece, sono ancora in fase di controllo e preparazione in questi giorni, prima di essere impilati uno sull’altro come in una gigantesca torre di mattoncini ad altissima tecnologia. Non è un dettaglio da poco. Questi booster rappresentano una parte fondamentale del sistema di propulsione, quella spinta iniziale che serve a strappare tutto il complesso dalla gravità terrestre. Ogni segmento deve essere verificato con la massima cura, perché nello spazio non ci sono seconde possibilità e ogni errore, anche il più piccolo, può costare caro.
Il razzo SLS è pensato per essere il cuore pulsante dell’intera architettura di lancio, quello che porterà Orion oltre l’orbita terrestre in direzione della Luna. La capsula, dal canto suo, ospiterà gli astronauti durante il viaggio, e tra questi ci sarà appunto Luca Parmitano, uno dei volti più noti dell’astronautica europea e già veterano di due missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale. L’assemblaggio in corso al Kennedy Space Center segna quindi un momento concreto, tangibile, di un programma che fino a poco tempo fa viveva soprattutto sulla carta e nei simulatori. Vedere i pezzi che iniziano a prendere forma sulla piattaforma di lancio racconta molto più di mille dichiarazioni ufficiali.
I prossimi passi prevedono il completamento dell’impilamento dei segmenti restanti, operazione delicata che richiede tempo e precisione millimetrica. Le squadre al lavoro dovranno assicurarsi che ogni collegamento sia perfetto, che ogni componente risponda agli standard richiesti per una missione che porterà di nuovo esseri umani verso il nostro satellite naturale.
Sarà interessante continuare a monitorare come procederà questo lavoro nelle settimane a venire, con la costruzione del razzo che avanzerà pezzo dopo pezzo verso l’obiettivo finale. La missione Artemis III resta uno degli appuntamenti più attesi dell’esplorazione spaziale, e ogni tappa di questo assemblaggio avvicina un po’ di più il momento del decollo.