La barca pilota elettrica non è più soltanto un’idea da laboratorio, perché ora c’è un mezzo vero che ha toccato l’acqua e ha iniziato la fase di test. Si chiama Artemis EF-12 Pilot e arriva da Belfast, dove ha sede l’azienda che l’ha progettato. Un dettaglio che vale la pena chiarire subito, giusto per togliersi il dubbio: il nome richiama la dea greca Artemide, non ha nulla a che vedere con il programma spaziale della NASA. Qui si parla di mare, di porti e di emissioni da abbattere.
L’elettrificazione dei mezzi, si sa, non riguarda soltanto le auto o i grandi cargo che solcano gli oceani. Anche le piccole imbarcazioni sono entrate nel mirino, e non è un caso. Nei porti, ogni giorno, ci sono mezzi che affiancano navi enormi per un compito preciso: portare a bordo i piloti, cioè le figure che guidano le grandi imbarcazioni dentro e fuori dagli scali. È un lavoro dove la sicurezza e la rapidità pesano tanto quanto l’affidabilità. E fino a oggi tutto questo passava da motori diesel, con tutto quello che ne consegue.
Come funziona l’Artemis EF-12 Pilot
Il punto interessante è che Artemis Technologies non si è limitata a infilare un motore elettrico al posto del diesel. Certo, la propulsione a zero emissioni dirette c’è, e già questo cambia la storia delle attività portuali quotidiane, quelle piccole operazioni ripetute mille volte che con i vecchi mezzi avevano un impatto difficile da giustificare. Ma il vero cuore della faccenda è il sistema Artemis eFoiler, la tecnologia che permette allo scafo di sollevarsi letteralmente sull’acqua.
Si tratta della tecnologia hydrofoil, quella che fa “volare” la barca su appositi profili immersi, riducendo l’attrito con l’acqua. Meno resistenza significa meno energia sprecata e, di riflesso, più efficienza. Ed è proprio questa combinazione a rendere l’Artemis EF-12 Pilot qualcosa di diverso dal solito: viene infatti indicato come il primo pilot boat al mondo completamente elettrico e dotato di questo tipo di tecnologia.
Ora il mezzo è entrato nella fase di prove in mare, il momento in cui si capisce davvero se le promesse reggono fuori dai disegni tecnici. L’obiettivo dichiarato è chiaro, tagliare tutte quelle emissioni legate al via vai portuale che, nelle versioni tradizionali, non avevano onestamente più molto senso. I tradizionali motori diesel lasciano il posto a una propulsione pulita, e il resto lo fa il sistema che tiene la barca sospesa mentre si sposta.