Apple Watch continua a dettare legge nel settore degli smartwatch capaci di gestire funzioni di intelligenza artificiale direttamente dal polso, e a raccontarlo sono soprattutto i numeri del primo trimestre del 2026. Il vantaggio accumulato dalla casa di Cupertino sta diventando sempre più complicato da colmare per la concorrenza, che al momento sembra rincorrere senza mai avvicinarsi davvero.
Il punto di partenza è una tecnologia che sta cambiando il modo di usare questi dispositivi. Gli smartwatch con Edge AI, categoria in cui rientrano proprio gli Apple Watch, hanno registrato una crescita davvero notevole nei primi mesi dell’anno. Si parla di orologi intelligenti che riescono a elaborare determinate attività grazie a componenti già presenti a bordo, quindi senza dover passare da server remoti e connessioni esterne.
Cosa cambia con l’elaborazione direttamente al polso
Questo approccio porta con sé alcuni vantaggi concreti. Le risposte arrivano in modo più immediato, perché non serve inviare i dati altrove e attendere che tornino indietro. E poi c’è il tema della privacy, sempre più sentito: gestire le informazioni personali sul dispositivo, senza spedirle da qualche parte, offre un controllo maggiore su ciò che riguarda l’utente. Nel caso degli smartwatch Edge AI tutto questo diventa un elemento distintivo, non un semplice dettaglio tecnico.
Non stupisce, quindi, che questa categoria stia guadagnando terreno così in fretta. Le funzioni che sfruttano l’intelligenza artificiale a bordo sono diventate un motivo in più per scegliere un orologio piuttosto che un altro, e chi è arrivato prima su questo fronte adesso si ritrova con un margine notevole.
Un dominio quasi assoluto per gli Apple Watch
Qui la fotografia del mercato parla chiaro. Guardando ai dati di Counterpoint Research, circa nove smartwatch Edge AI su dieci distribuiti nella prima parte dell’anno portano il marchio della società di Cupertino. Detto in altri termini, la quota sfiora una posizione di totale controllo, con Apple che gioca praticamente un campionato tutto suo.
Una percentuale del genere non lascia molto spazio a interpretazioni. Significa che, almeno per ora, gli altri produttori faticano parecchio a ritagliarsi uno spazio in questo segmento specifico. La combinazione tra hardware dedicato, integrazione software e un ecosistema già collaudato ha permesso agli Apple Watch di partire con una marcia in più rispetto a chi prova a inseguire.
Resta il fatto che parliamo di un mercato ancora giovane, dove le carte potrebbero rimescolarsi con l’arrivo di nuovi modelli e nuove strategie. Ma la fotografia attuale, con questi numeri alla mano, racconta di un vantaggio costruito bene e difficile da erodere nel breve periodo. La crescita degli smartwatch con intelligenza artificiale integrata è ormai avviata, e chi domina adesso ha tutto l’interesse a mantenere il ritmo.
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