La notizia è di quelle che fanno alzare un sopracciglio. Apple avrebbe almeno quattro dispositivi già sviluppati, pronti per essere messi in vendita, eppure nessuno di questi vedrà la luce a breve. Il motivo non ha nulla a che fare con problemi di produzione o carenza di componenti. Il collo di bottiglia è uno solo: il nuovo Siri potenziato dall’intelligenza artificiale. Finché l’assistente vocale non raggiunge un livello considerato adeguato, l’azienda di Cupertino preferisce tenere tutto fermo. Hardware incluso.
Negli ultimi anni Apple ha riportato in casa praticamente ogni fase dello sviluppo, dai chip ai sistemi operativi, proprio per avere il controllo totale sulle tempistiche di lancio. Eppure, basta che un singolo pezzo del puzzle sia in ritardo per mandare in stallo l’intero piano prodotti. E in questo momento quel pezzo è proprio Siri, che deve ricevere una serie di funzionalità legate ad Apple Intelligence. Le novità erano inizialmente attese per marzo 2025, poi spostate in avanti con una finestra indicativa intorno a iOS 26.4. Le ricostruzioni più recenti parlano però di un ulteriore rinvio verso iOS 26.5 e soprattutto iOS 27, che dovrebbe rappresentare il vero salto di qualità per l’assistente vocale. Il fatto che la prima beta di iOS 26.5 non mostri cambiamenti significativi su Siri rafforza questa ipotesi.
Quali sono i dispositivi Apple bloccati in magazzino
Stando a quanto emerso, i prodotti che Apple terrebbe fermi sarebbero tutti legati all’ecosistema casa e intrattenimento. Si parla di una nuova Apple TV 4K, di HomePod 3 (il modello a grandezza standard), di HomePod mini 2 e di un prodotto decisamente più curioso: un display domestico con integrazione HomePod, spesso indicato come “HomePad” o “HomePod Touch. Una sorta di schermo intelligente pensato per la casa connessa, con funzioni simili a quelle dei display di altri ecosistemi, ma calato nel mondo Apple.
Per Apple TV 4K e HomePod mini 2 le previsioni iniziali parlavano di un lancio verso fine 2025, ma i continui ritardi sul fronte Siri avrebbero costretto a rivedere completamente il calendario. L’azienda avrebbe preferito non proporre nuovi dispositivi con un assistente vocale ancora ancorato alle vecchie funzionalità. Ed è una scelta che ha una sua logica piuttosto chiara: un prodotto come il cosiddetto HomePad avrebbe poco senso senza un assistente vocale realmente affidabile, capace di gestire bene domotica, contenuti multimediali e interazione quotidiana.
La parte più interessante è che questi dispositivi sarebbero già pronti e letteralmente conservati in magazzino, in attesa che il nuovo software sia abbastanza maturo da accompagnarne il debutto. Non si tratta di prototipi o di prodotti ancora in fase di sviluppo: sono hardware finiti, che aspettano solo il via libera lato software.