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Apple e Nvidia, 25 milioni a testa per la sala da ballo di Trump

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Apple ha promesso 25 milioni di dollari, circa 21 milioni di euro, per la costruzione della nuova sala da ballo della Casa Bianca voluta da Donald Trump. La cifra emerge da una lista di donatori finita sotto gli occhi della stampa americana, un documento che l’amministrazione non aveva alcuna intenzione di rendere pubblico. Dentro c’è un pezzo importante della Silicon Valley e non solo, con l’azienda di Cupertino piazzata stabilmente nella parte alta della classifica dei finanziatori.

Accanto ad Apple compare infatti Nvidia, il colosso dei chip, che si è impegnato per la stessa identica somma. Le due società risultano così tra i contributori più generosi dell’intero progetto. Poi arriva una lunga fila di nomi noti, da Microsoft a Comcast, passando per Amazon, Cisco, Meta, T‑Mobile e HP. Ci sono anche Palantir, Salesforce e Micron, mentre Google figura nell’elenco per un motivo particolare, perché il suo contributo deriva da un accordo legato a una causa giudiziaria.

Apple e Nvidia: una lista da 333 milioni di dollari tenuta lontana dai riflettori

Messe insieme, le donazioni private presenti nel documento raggiungono 333 milioni di dollari, qualcosa come 285 milioni di euro. Non tutti hanno versato allo stesso modo. Alcuni donatori hanno pagato l’intera somma in un’unica soluzione, altri hanno scelto di procedere a rate, diluendo l’impegno nel tempo. Un dettaglio che rende l’idea di quanto il progetto sia stato costruito su accordi diversi caso per caso.

Il punto più delicato riguarda però la trasparenza. La Casa Bianca non ha mai reso noti gli importi delle singole donazioni, nonostante i contributi di natura politica negli Stati Uniti richiedano di norma una comunicazione pubblica e il rispetto delle regole sul finanziamento delle campagne. L’amministrazione Trump sta raccogliendo i fondi per la sala da ballo attraverso un’organizzazione senza scopo di lucro, per poi trasferire il denaro su un conto della Casa Bianca controllato direttamente dal presidente. Un meccanismo che, di fatto, ha permesso di tenere lontane da occhi indiscreti le cifre versate dalle aziende.

La reazione alla fuga di notizie non si è fatta attendere. Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che l’amministrazione perseguirà senza sosta i responsabili della diffusione dell’elenco. Toni duri, che lasciano intendere quanto la pubblicazione della lista sia stata accolta con fastidio ai piani alti di Washington.

Costi, dimensioni e la demolizione dell’East Wing

Quanto costerà alla fine l’intera opera non è ancora stato comunicato ufficialmente. Esiste però una stima, elaborata a giugno da un appaltatore, che parla di circa 600 milioni di dollari, più o meno 515 milioni di euro. E secondo la stessa valutazione oltre la metà del denaro necessario arriverebbe dalle casse pubbliche, cioè dai soldi dei contribuenti americani. In pratica le donazioni dei grandi gruppi coprirebbero solo una parte della spesa complessiva.

Sulle dimensioni Trump è stato piuttosto chiaro. La nuova sala dovrebbe estendersi su circa 90.000 piedi quadrati, poco più di 8.000 metri quadrati, e avrà una capienza di 1.000 ospiti seduti. Numeri importanti per un edificio che ha già cambiato volto alla residenza presidenziale, visto che per fare spazio al cantiere l’East Wing, l’ala est della Casa Bianca, è stata demolita.

Fonte: TecnoAndroid

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