In Brasile il rapporto tra Apple e le autorità antitrust cambia in modo significativo. Dopo un’indagine durata diversi anni sulle pratiche dell’App Store, l’azienda ha raggiunto un accordo con il Cade, il Consiglio amministrativo per la difesa economica, mettendo fine al contenzioso e introducendo regole più aperte per la distribuzione delle app e la gestione dei pagamenti su iPhone nel Paese.
L’intesa nasce per rispondere alle accuse di comportamenti anticoncorrenziali, in particolare legate alle commissioni sugli acquisti in-app e al divieto di utilizzare store alternativi o sistemi di pagamento esterni. Il risultato è un compromesso che modifica in modo concreto l’ecosistema iOS in Brasile, pur mantenendo alcuni elementi di controllo da parte di Apple.
Store di terze parti ammessi su iPhone
Uno dei punti centrali dell’accordo riguarda la possibilità di installare app store di terze parti sui dispositivi Apple. Una novità rilevante per un sistema storicamente chiuso come iOS. Apple potrà mostrare avvisi di sicurezza agli utenti, ma il Cade ha chiarito che questi messaggi dovranno essere formulati in modo neutro e oggettivo, senza scoraggiare implicitamente l’uso di soluzioni alternative.
Questo aspetto segna una differenza importante rispetto al passato, quando qualsiasi forma di distribuzione esterna all’App Store era vietata. Ora, almeno in Brasile, il modello si apre a una concorrenza più diretta.
Pagamenti esterni e fine dell’anti-steering
L’accordo interviene anche sul tema dei pagamenti esterni. Gli sviluppatori potranno proporre metodi di pagamento alternativi per gli acquisti in-app e inserire link che rimandano a siti web esterni per completare le transazioni. Vengono così limitate le pratiche di anti-steering, che in precedenza impedivano di informare chiaramente gli utenti su opzioni diverse da quelle offerte da Apple.
Le alternative dovranno comunque essere presentate accanto al sistema di pagamento ufficiale dell’App Store, garantendo visibilità a entrambe le soluzioni.
Nuove commissioni e costi aggiuntivi
Il nuovo quadro introduce una struttura di commissioni più articolata. Se lo sviluppatore indirizza l’utente verso un pagamento esterno tramite semplice testo, Apple non applicherà alcuna commissione. In presenza di un link cliccabile o di un pulsante, la quota salirà al 15%. Gli acquisti effettuati direttamente nell’App Store resteranno soggetti alle commissioni tradizionali, fissate al 10% o al 20% a seconda dei casi, con una commissione di transazione aggiuntiva del 5% per chi utilizza il sistema di pagamento Apple.
A questo si aggiunge una Core Technology Fee del 5% su tutti i download effettuati tramite store di terze parti.
Un modello simile all’Europa
Lo scenario brasiliano ricorda da vicino quanto già avvenuto in Europa con il Digital Markets Act. Anche qui Apple sceglie una via di mezzo: maggiore apertura alla concorrenza, ma con tariffe pensate per preservare una parte dei ricavi e il controllo dell’ecosistema.
Apple avrà 105 giorni per adeguarsi alle nuove regole. In caso contrario, il rischio è una sanzione fino a circa 25 milioni di euro.