Il ricordo di quel giorno resta nitido per molti appassionati Apple: da un momento all’altro, senza voci di corridoio né avvisi, l’azienda decideva di smettere di vendere la gamma AirPort e di abbandonare così il mercato dei router e dei punti di accesso wireless. Un misto di sorpresa, dispiacere e frustrazione ha accompagnato quella scelta, e ancora oggi c’è chi si chiede perché sia successo.
Per chi non l’ha vissuta o l’ha già dimenticata, la storia è presto detta. AirPort era la linea di router firmata Apple, con AirPort Extreme come modello di punta e Time Capsule nella sua variante più originale. Stesso router, ma con un disco rigido integrato che faceva i backup del Mac in locale tramite Time Machine, senza cavi né dischi esterni di mezzo. Un’idea comoda, elegante, che è finita nel dimenticatoio.
Un mercato troppo veloce per l’artigianato di Apple
“Una decisione sbagliata nel momento sbagliato”, scrivevano all’epoca. Nessuno ci capiva granché. E il punto è che il motivo non aveva nulla a che vedere con la qualità. I prodotti AirPort erano ottimi, e ancora oggi è difficile trovare router con un’interfaccia tanto semplice quanto quella di Utility AirPort per sistemare le impostazioni di rete. Senza contare che le reti Wi-Fi generate da quei dispositivi erano davvero potenti.
Il vero problema è un peccato in cui Apple casca spesso: la concorrenza correva più forte. La tecnologia delle reti Wi-Fi è cambiata parecchio in pochi anni, e gli AirPort non tenevano quel passo. Ci si metteva pure il prezzo. Chi avrebbe voluto un router più caro e per giunta con tecnologia più datata rispetto ai rivali?
La scelta dei conti e la fine di un capitolo
Ecco perché gli AirPort sono spariti. Un prodotto che non vendeva abbastanza e che costava troppo mantenere al passo con l’evoluzione delle reti wireless. E poi c’è quell’altra domanda, forse la più scomoda di tutte: che senso ha tenere in piedi soluzioni di archiviazione locale quando l’obiettivo è spingere la gente ad abbonarsi ai piani di iCloud? Resta il rammarico per un’azienda che non ha più router propri, ma l’efficienza finanziaria viene prima di tutto, ed è la prima cosa che qualsiasi impresa guarda.
Il fantasma dell’AirPort ha continuato ad aggirarsi nel sistema fino a poco tempo fa. Con iOS 27 Apple ritira in via definitiva l’app Utility AirPort dall’App Store, l’unica traccia software rimasta di quei router. Chi l’aveva già scaricata potrà continuare a usarla, ma senza alcuna garanzia che funzioni come si deve, mentre chi non ce l’ha non potrà più installarla. È il modo che ha Apple di chiudere il capitolo: niente comunicato, niente annuncio ufficiale, solo un’app che smette di comparire nelle note di una beta.