App IO diventa uno strumento in più per chi segue le pratiche del Processo Tributario Telematico, anche se la PEC continua a essere il canale ufficiale e nulla cambia su quel fronte. La novità, in pratica, è che adesso arrivano sul telefono degli avvisi rapidi quando una comunicazione processuale viene consegnata, così difensori e cittadini sanno subito che è successo qualcosa senza dover controllare di continuo la posta certificata.
Cosa cambia con i nuovi avvisi
Il punto di partenza risale a dicembre dello scorso anno, quando è stato attivato il servizio “Avvisi comunicazioni delle Corti di giustizia tributaria”. Da lì in poi il Dipartimento della Giustizia Tributaria ha allargato il discorso aggiungendo due nuovi messaggi, collegati alle comunicazioni che le segreterie delle Corti inviano tramite SIGIT, ovvero il Sistema informativo della giustizia tributaria. Dal 3 giugno, accanto all’avviso sull’avvenuta consegna della PEC con la trattazione in udienza, sono disponibili anche gli avvisi sulla Comunicazione del dispositivo e sulla Comunicazione del deposito della sentenza o di un altro provvedimento giurisdizionale.
In sostanza chi ha indicato la propria casella PEC nel ricorso può scoprire prima quando una comunicazione è stata consegnata. Si tratta del primo servizio del Ministero dell’economia e delle finanze disponibile su App IO, realizzato insieme a Sogei. Tutto rientra nel percorso di digitalizzazione dei servizi pubblici, nel rispetto delle Linee guida AgID e degli obiettivi del Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2024-2026.
C’è un dettaglio importante da capire. Gli avvisi che arrivano su App IO segnalano la consegna di una PEC, ma non mostrano il contenuto vero e proprio della comunicazione. Nel messaggio compaiono soltanto i riferimenti essenziali: data e ora di invio, Corte di giustizia tributaria competente, PEC del destinatario, riferimenti RG e sezione. L’app, quindi, non è il posto dove leggere l’atto o il provvedimento. Affianca la posta elettronica certificata con una notifica immediata, niente di più.
Le tre tipologie di avviso e i numeri raccolti
Le tipologie ora sono tre: avviso di trattazione in udienza, Comunicazione del dispositivo e Comunicazione del deposito della sentenza o di altro provvedimento giurisdizionale. Per l’avviso di trattazione in udienza il riferimento normativo è l’articolo 16-bis del decreto legislativo 546/1992, quello che riguarda comunicazioni e notificazioni nel processo tributario. L’accesso è pensato per difensori e cittadini associati alla casella PEC indicata nel ricorso, a patto che siano registrati su App IO e abbiano attivato la ricezione dei messaggi. L’abilitazione può scattare in automatico durante la prima installazione, con la configurazione rapida, oppure in un secondo momento dalla scheda del servizio, selezionando “Contattarti in app” nella sezione “Questo servizio può”.
I dati raccontano già qualcosa. Nella prima fase, limitata agli avvisi di trattazione in udienza, dal 3 dicembre al 26 maggio risultano 253.195 avvisi inviati via PEC ai soli difensori e 168.420 messaggi trasmessi tramite App IO. I difensori che hanno ricevuto almeno un avviso attraverso il servizio sono stati 25.427.
Tra dicembre 2025 e maggio 2026 la media mensile parla di 42.200 avvisi di trattazione via PEC e 28.100 messaggi tramite App IO. Nello stesso arco di tempo i difensori raggiunti almeno una volta dall’app sono stati in media 9.500 al mese. Sul portale del Dipartimento della Giustizia Tributaria, intanto, è comparsa una sezione dedicata ai “Servizi su App IO”, raggiungibile dalla home page e dall’area “Servizi online” del Processo Tributario Telematico. Lì sono raccolte le informazioni sul servizio già attivo e su quelli che potranno arrivare più avanti sulla piattaforma IO.