In Giappone i pacchi Amazon hanno trovato un mezzo di trasporto piuttosto insolito, almeno per gli standard a cui siamo abituati: i leggendari treni proiettile. La notizia riguarda una collaborazione tra Amazon e JR (Japan Railway), la compagnia ferroviaria giapponese, per spostare le spedizioni tra le città servite dalla rete ad alta velocità. Un’idea che suona quasi futuristica, ma che in realtà ha radici in una logica molto concreta: sfruttare un’infrastruttura già esistente, efficientissima e a basso impatto ambientale.
Gli Shinkansen, così si chiamano questi treni che in Giappone rappresentano un vero e proprio orgoglio nazionale, non sono solo veloci. Sono anche puntualissimi, e questo dettaglio fa tutta la differenza del mondo quando si parla di logistica. Per dare un’idea: il ritardo medio annuale registrato nel 2016 era di appena 24 secondi. Ventiquattro secondi in un anno intero. Nell’ultimo report disponibile la media è salita a “ben” 1,6 minuti, cioè 96 secondi. Cifre che in Italia suonano quasi come fantascienza, per chi è abituato a consultare tabelloni di stazione con lo sguardo rassegnato.
Una rete nata per i passeggeri, perfetta anche per i pacchi
La storia degli Shinkansen è già di per sé affascinante e racconta qualcosa di importante anche dal punto di vista della sostenibilità. Negli anni ’60, una delle rotte aeree più trafficate al mondo era quella tra Tokyo e Osaka, con numerosi voli giornalieri. Poi sono arrivati i treni ad alta velocità e il traffico aereo su quella tratta si è praticamente azzerato. Un esempio di decarbonizzazione ante litteram, prima ancora che il termine diventasse di moda nei documenti programmatici delle grandi aziende.
Oggi i convogli raggiungono i 320 km/h e collegano le principali città giapponesi con una regolarità che poche reti ferroviarie al mondo possono anche solo sognare. Ed è proprio questa affidabilità che rende la collaborazione con Amazon particolarmente sensata. Perché avere a disposizione un sistema così ben strutturato e non utilizzarlo anche per il trasporto merci sarebbe, in effetti, un vero spreco.
Il ritorno della posta sui treni, in versione moderna
C’è qualcosa di quasi poetico nell’idea che i pacchi Amazon viaggino sugli stessi binari percorsi ogni giorno da milioni di pendolari e turisti. Ricorda un po’ quello che accadeva ai tempi dei treni a vapore, quando la posta veniva caricata sui vagoni e attraversava il paese insieme ai passeggeri. Solo che adesso, al posto delle lettere, ci sono scatole con dentro cuffie bluetooth, libri e chissà cos’altro, e al posto delle locomotive fumanti ci sono treni aerodinamici che sfiorano i confini della fisica.
La scelta di Amazon di puntare sugli Shinkansen per la logistica giapponese si inserisce in un quadro più ampio di attenzione alla sostenibilità del trasporto. Usare la rete ferroviaria ad alta velocità al posto dei camion o degli aerei cargo significa ridurre le emissioni in modo significativo, senza sacrificare la velocità di consegna. Anzi, con ritardi medi sotto i due minuti all’anno, i tempi di spedizione via treno potrebbero rivelarsi persino più prevedibili rispetto ad altre modalità di trasporto.
Resta il fatto che una rete come quella degli Shinkansen è un unicum nel panorama mondiale, e non è detto che un modello del genere sia replicabile ovunque con la stessa facilità. Ma intanto, in Giappone, i pacchi Amazon viaggiano a 320 km/h sui treni proiettile, puntuali al secondo.