Airbus ha deciso di trasformare uno dei suoi elicotteri più affidabili in una macchina senza pilota, e lo ha fatto nel modo più diretto possibile: togliendo la cabina e affidando tutto all’intelligenza artificiale. Il risultato si chiama U145, la versione autonoma del celebre H145, e rappresenta un salto notevole verso il volo senza equipaggio nel settore degli elicotteri. In ambito militare ormai la tendenza è chiara, la presenza dell’uomo nelle missioni pericolose diventa sempre più rara, e questa novità va esattamente in quella direzione.
Airbus U145: elicottero senza cabina, parabrezza e comandi fisici
Il punto di partenza è un modello che di successo ne ha avuto parecchio. Il H145 conta oltre 1.800 esemplari in servizio nel mondo, milioni di ore di volo alle spalle e una reputazione solidissima nei servizi medici e di polizia. Pesa 3,8 tonnellate e per diventare un mezzo senza pilota aveva bisogno di un intervento ingegneristico profondo. Invece di progettare da zero un drone gigante, operazione costosissima, gli ingegneri hanno scelto una strada molto più concreta: partire da un bimotore già collaudato e svuotarlo completamente.
Il prototipo U145 avrà una serie di sensori specializzati e sistemi di intelligenza artificiale pensati per garantire un’autonomia totale. Rispetto alla versione con equipaggio, qui sparisce del tutto la cabina di comando. Al suo posto arrivano adattamenti importanti per il trasporto merci, come una porta frontale integrata con un tavolo di carico pieghevole e un pavimento specifico per il carico. In pratica, togliendo sedili, sistemi di supporto vitale, quadranti analogici e i piloti umani, il muso dell’elicottero lascia spazio a sensori opachi e a sistemi di telemetria artificiale.
A cosa serve davvero questo elicottero autonomo
Con un peso massimo al decollo di 3.800 kg, il volo autonomo di questo mezzo viene sviluppato come soluzione versatile sia per applicazioni civili sia militari, con un occhio di riguardo al trasporto di carichi di grande volume. Attenzione però, perché Airbus assicura di non voler sostituire i piloti nelle missioni commerciali di tutti i giorni, quanto piuttosto occuparsi di quelle a rischio più elevato.
Qui il ventaglio di impieghi si allarga parecchio. Si parla di portare tonnellate di equipaggiamento o munizioni sui fronti di combattimento senza mettere in pericolo l’equipaggio, gestione delle emergenze e dei disastri, spegnimento di incendi boschivi durante la notte, oppure il lancio in volo di piccoli sciami di droni per missioni di ricognizione. E non è nemmeno un esperimento isolato. Il H145 è infatti il secondo elicottero con pilota che Airbus converte in versione senza equipaggio, dopo il VSR700 derivato dal Cabri G2.
Il ragionamento di fondo resta semplice. Costruire un grande drone autonomo partendo da zero costa una fortuna, mentre riadattare una macchina già affidabile e diffusa permette di risparmiare tempo e denaro. L’U145 per ora resta in fase di prototipo, ma la direzione è tracciata con chiarezza.