La banda 3800-4200 MHz è finita al centro di una nuova fase di discussione pubblica in Italia. AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha infatti avviato una consultazione pubblica dedicata all’uso condiviso di questa porzione di spettro radio da parte di sistemi wireless a banda larga con potenza medio-bassa, pensati per offrire connettività su scala locale. L’annuncio è arrivato il 13 maggio 2026, e la delibera di riferimento, la numero 109/26/CONS, è stata poi pubblicata il 26 maggio 2026 sul sito ufficiale dell’Autorità.
Il quadro normativo dietro questa mossa non nasce dal nulla. La delibera recepisce quanto stabilito dalla decisione di esecuzione (UE) 2025/2425 della Commissione Europea, che punta all’armonizzazione della banda 3800-4200 MHz per l’uso condiviso tra sistemi terrestri wireless a banda larga. Secondo le indicazioni europee, gli Stati membri dovranno rendere disponibile questa banda entro il 30 settembre 2026, in modalità non esclusiva. Tradotto: nessun operatore potrà accaparrarsela in esclusiva, e lo spettro dovrà essere condiviso.
Perché questa banda è considerata strategica
Nel documento pubblicato da AGCOM emerge con chiarezza il potenziale della banda 3800-4200 MHz. Viene considerata una risorsa strategica per lo sviluppo di servizi basati sulle tecnologie 5G e, guardando più avanti, anche 6G. Il modello di utilizzo condiviso previsto dalla normativa europea si presta particolarmente bene a soddisfare le esigenze di aziende, industrie e dei cosiddetti settori verticali, cioè quei comparti che hanno bisogno di reti dedicate per la digitalizzazione dei propri processi.
Ed è qui che la faccenda si fa interessante. L’Autorità richiama i lavori del Radio Spectrum Policy Group (RSPG), secondo cui le future reti wireless locali non saranno necessariamente realizzate solo dagli operatori di telecomunicazioni tradizionali. Potranno costruirle anche fornitori terzi, oppure direttamente le imprese e i settori verticali coinvolti. Un cambio di prospettiva niente male, che apre scenari nuovi per chi ha bisogno di connettività dedicata senza dipendere per forza dai grandi operatori.
Il nodo della coesistenza e i prossimi passi
Naturalmente, non si tratta di un campo vergine. La delibera mette bene in chiaro che i nuovi sistemi wireless dovranno convivere con altri servizi già attivi nella banda 3800-4200 MHz e nelle bande adiacenti. Tra questi ci sono le stazioni terrestri del servizio fisso via satellite (FSS), i sistemi del servizio fisso (FS), i sistemi broadband che già operano nella banda 3400-3800 MHz, i radioaltimetri del servizio di navigazione aeronautica e le stazioni del sistema di osservazione mondiale a interferometria VLBI. Una convivenza tutt’altro che banale, che richiederà regole precise per evitare interferenze.
AGCOM precisa anche che restano ferme le competenze del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per quanto riguarda la pianificazione nazionale dello spettro radio e il rilascio dei titoli autorizzatori.
Con questa consultazione pubblica, l’Autorità vuole raccogliere osservazioni e contributi da parte di tutti i soggetti interessati su diversi aspetti: il livello di sviluppo dell’ecosistema tecnologico, la domanda di mercato e i criteri per l’assegnazione delle frequenze nella banda 3800-4200 MHz. Le risposte alla consultazione dovranno essere inviate entro 45 giorni dalla data di pubblicazione della delibera, salvo eventuali modifiche.