La crisi del carburante negli aeroporti italiani si aggrava di giorno in giorno, e il caso più eclatante arriva dalla Puglia. L’aeroporto di Brindisi ha completamente esaurito le scorte di cherosene e non sarà in grado di garantire rifornimenti agli aerei almeno fino alle ore 12 di martedì 7 aprile 2026. La notizia è contenuta nei nuovi Notam, i bollettini aeronautici ufficiali, pubblicati proprio nel giorno di Pasquetta.
Nel dettaglio, il bollettino spiega che il cherosene non risulta più disponibile nello scalo pugliese, fatta eccezione per «quantità limitate» riservate esclusivamente a eventuali voli di Stato, operazioni di ricerca e soccorso oppure trasporti di tipo ospedaliero. Per tutte le altre necessità dell’aviazione civile, l’indicazione rivolta alle compagnie aeree è piuttosto chiara: calcolare già dall’aeroporto di partenza una quantità di carburante sufficiente a coprire anche le tratte successive. Una soluzione tampone, certo, ma che dà la misura di quanto la situazione sia seria.
Pescara e Reggio Calabria nella stessa situazione critica
L’aeroporto di Brindisi non è l’unico a trovarsi in difficoltà. Dopo gli allarmi diffusi nel fine settimana su scorte limitate di cherosene negli scali di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna, adesso si aggiungono alla lista anche altri due aeroporti. A Reggio Calabria è stata introdotta una quota massima di rifornimento per ciascun velivolo, mentre a Pescara la situazione è ancora più stringente: il Notam avvisa che è disponibile soltanto un’autocisterna da 20mila litri. Praticamente nulla, se si considera il fabbisogno giornaliero di uno scalo aeroportuale, per quanto piccolo.
I bollettini non fanno esplicito riferimento alla guerra in corso tra Usa, Israele e Iran né al conseguente shock sul mercato del petrolio, ma il collegamento appare piuttosto evidente. Il prezzo del greggio ha subito contraccolpi pesanti nelle ultime settimane, e gli effetti a cascata stanno toccando adesso anche le infrastrutture aeroportuali italiane.
Viaggiare in aereo, tra dubbi e nuove restrizioni
Per chi ha programmato spostamenti in aereo nel breve o medio termine, lo scenario che si sta delineando non è dei più rassicuranti. La mappa dei disagi si allarga rapidamente: se fino a pochi giorni fa le restrizioni riguardavano soprattutto gli scali del Nord Italia, ora il problema ha raggiunto anche il Centro e il Sud. L’aeroporto di Brindisi rappresenta il caso più estremo, con le scorte letteralmente a zero, ma le limitazioni imposte a Pescara e Reggio Calabria raccontano la stessa storia.
La priorità, in tutti gli scali coinvolti, viene data ai voli istituzionali e a quelli sanitari. L’aviazione civile, invece, si trova costretta a fare i conti con un sistema di rifornimento razionato che potrebbe avere ripercussioni anche sulle tratte commerciali. Il fatto che le compagnie aeree debbano pianificare autonomamente le scorte di carburante già dagli aeroporti di partenza è un segnale che non lascia spazio a troppe interpretazioni.
Resta da capire quanto questa situazione possa protrarsi e quali effetti concreti avrà sulla stagione estiva, tradizionalmente il periodo di maggior traffico aereo nel Paese.
