Usare il telefono mentre è in carica non rovina la batteria, ed è forse la domanda più comune tra chi tiene sempre lo smartphone a portata di mano. La verità è che tra cavo attaccato al divano, power bank in borsa e ricariche notturne, quasi nessuno lascia davvero il telefono tranquillo mentre si ricarica. E allora vale la pena capire cosa succede davvero alla batteria quando lo si usa collegato alla presa.
La risposta è tranquillizzante. Usare il telefono mentre è sotto carica non intacca in generale la durata della batteria. Al massimo la ricarica rallenta, perché il dispositivo deve gestire due cose insieme. Il merito di tutto questo va soprattutto a due tecnologie diventate ormai standard, ovvero la ricarica bypass e i sistemi di dissipazione del calore.
Come funziona la ricarica bypass
Quando si collega il telefono e si continua a usarlo, con la ricarica bypass il dispositivo sposta le sue energie dal riempire la batteria al far girare le app. In pratica mette in pausa la ricarica vera e propria. Questo serve a due scopi, garantire un’esperienza fluida e proteggere la batteria dal calore, che è il vero nemico. Se si gioca a qualcosa di pesante o si fa editing video, il telefono può scaldarsi parecchio, e questa funzione aiuta a tenere sotto controllo la situazione.
C’è un rovescio della medaglia. Dopo aver usato il telefono per attività intense mentre era collegato, staccando il cavo la percentuale della batteria probabilmente sarà rimasta quasi identica. Normale, visto che tutta la corrente è andata a alimentare l’uso e non a riempire la batteria.
Una delle prime volte in cui si è parlato di ricarica bypass risale al 2020 con Sony Xperia 1 II, dove veniva chiamata Heat Suppression Power Control. Oggi la si trova su molti dei migliori smartphone dei principali marchi, tra cui Samsung, Google, Xiaomi e ZTE. Va detto però che gli iPhone di Apple non la supportano ancora. Anche senza, comunque, il telefono si limiterà a caricarsi più lentamente se lo si usa collegato. Se si nota che diventa troppo caldo, meglio fermarsi per evitare danni. Ma i telefoni moderni hanno sistemi di gestione della batteria e di dissipazione del calore piuttosto avanzati.
Quindi, anche se non fa male in sé usarlo mentre è in carica, quando possibile conviene evitare. Serve controllare un messaggio, fare una chiamata, scattare una foto o postare qualcosa al volo? Nessun problema. Quando invece serve per compiti impegnativi, come continuare a filmare il saggio scolastico della figlia usando un power bank, basta tenere d’occhio la temperatura senza temere per la salute della batteria. Semplicemente non si caricherà alla solita velocità.
Gli altri falsi miti sulla ricarica
L’idea di non poter usare lo smartphone sotto carica è solo uno dei tanti falsi miti su come far durare più a lungo il telefono. Un altro riguarda la ricarica notturna. Lasciare il telefono attaccato tutta la notte non è un problema. Certo, un po’ di corrente fantasma viene consumata dalla presa, ma il telefono non si sovraccarica. Tutti i modelli recenti hanno protezioni che fermano la ricarica una volta arrivati al 100 percento. Anzi, molti imparano le abitudini di chi li usa e ottimizzano il processo con la ricarica lenta a goccia, per preservare la batteria e assicurarsi che al mattino sia piena.
Capita spesso che un telefono lasciato in carica di notte arrivi intorno al 60 percento prima che entri in gioco la ricarica ottimizzata. Da lì in poi sale al 100 percento più lentamente, arrivando pronto per la sveglia.
Altra cosa, non serve far scaricare completamente il telefono prima di ricaricarlo. Anzi, per migliorare la durata della batteria conviene attaccarlo quando ci si trova tra il 20 e l’80 percento, invece di aspettare che si spenga del tutto. Usare il telefono mentre si ricarica non danneggia la batteria a meno che non provochi surriscaldamento, e limitare l’uso serve più che altro a farlo caricare in fretta.


