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Google cambia la ricerca vocale su Android con quattro modalità

Il pulsante della ricerca vocale che spunta dalla barra Google presente sulla home di quasi tutti gli smartphone Android sta per cambiare parecchio. Chi lo usa ogni giorno, magari senza farci troppo caso, si troverà davanti a qualcosa di diverso già dai prossimi aggiornamenti. E la novità non riguarda solo l’aspetto grafico, ma il modo stesso in cui funziona il tutto.

Nel design precedente, quello arrivato all’inizio dell’anno, bastava toccare il microfono a quattro colori dentro il widget di Google o nell’app per far trascrivere la richiesta e avviare una ricerca classica. C’era anche una scorciatoia per il riconoscimento delle canzoni, il cosiddetto Song Search. Semplice, lineare, ma anche piuttosto limitato rispetto a quello che oggi Google vuole offrire.

Il nuovo look prende chiaramente ispirazione da quello che si vede già in Google Lens, con il suo selettore tra Search, Translate, Live e Create. In pratica compare una barra degli strumenti nella parte bassa dello schermo che permette di passare al volo tra quattro modalità diverse. Un modo per tenere tutto a portata di dito, senza doversi perdere tra menu e schermate.

Google: le quattro modalità che cambiano l’esperienza

La prima è la ricerca vera e propria, che si presenta con una nuova onda sonora a quattro barre e la trascrizione che appare in alto mentre si parla. Poi c’è AI Mode, pensato per chi vuole risposte più elaborate. Una volta terminata la richiesta si tocca la freccia per andare avanti, mentre il pulsante di stop sulla sinistra riporta a una casella di ricerca con il testo trascritto, così da poterlo correggere o modificare a piacimento.

C’è poi Search Live, che offre quell’esperienza di dialogo botta e risposta ormai familiare a chi ha provato le funzioni conversazionali più recenti. E infine il già citato Song Search, che invece resta identico a prima. Nessuna modifica su quel fronte, funziona come ha sempre funzionato.

Un dettaglio interessante riguarda la memoria del sistema. Google terrà traccia dell’ultima modalità usata e la imposterà come predefinita, scegliendo tra ricerca normale e AI Mode. Un accorgimento piccolo ma comodo, che evita di dover reimpostare tutto ogni volta e adatta l’app alle abitudini di chi la usa più spesso.

Al momento questo restyling della ricerca vocale non è ancora disponibile per tutti. Lo si vede soltanto nella versione beta dell’app Google, quindi c’è ancora da aspettare prima che arrivi sui dispositivi di tutti gli utenti. Chi partecipa ai programmi di test potrebbe già averlo tra le mani, ma per il grande pubblico i tempi restano ancora da definire.

L’obiettivo di fondo sembra abbastanza chiaro. Google vuole unificare in un unico punto di accesso funzioni che finora erano un po’ sparpagliate, mettendo insieme AI Mode, Search Live e riconoscimento musicale sotto la stessa interfaccia. Meno passaggi, meno confusione, e la possibilità di scegliere in un attimo lo strumento più adatto a quello che serve in quel momento.