Il veicolo robotico LINK, che dovrebbe allungare la vita al telescopio spaziale Neil Gehrels Swift Observatory della NASA, si è imbattuto in un ostacolo tutt’altro che trascurabile. Sviluppato da Katalyst Space Technologies e partito lo scorso 3 luglio, il mezzo ha accumulato una serie di problemi durante la messa in servizio in orbita, tanto da spingere il team a rimettere mano al piano dell’intera missione. Situazione delicata, questo è chiaro, ma né Katalyst né la NASA parlano di cancellazione. Gli ingegneri stanno già lavorando per riprendere il controllo del veicolo e capire se sarà comunque possibile raggiungere e catturare Swift.
LINK ha perso il controllo dell’assetto durante il commissioning
Nel corso del fine settimana LINK ha iniziato a mostrare anomalie nel sistema di controllo dell’assetto. Il veicolo è finito in una rotazione multiassiale, con interruzioni intermittenti delle comunicazioni verso il centro di controllo e persino un riavvio del bus di bordo. Le prime analisi hanno tracciato un quadro più complicato del previsto: due delle tre ruote di reazione montate sul mezzo risultano fuori servizio, colpa di problemi legati al sistema di alimentazione elettrica a monte, mentre anche il sistema di propulsione a gas freddo (RCS) ha perso parte delle sue funzioni.
Le ruote di reazione sono uno degli elementi cardine per orientare un veicolo spaziale. Cambiando la velocità di rotazione delle ruote interne si riesce a controllare l’assetto con grande precisione, e senza bruciare propellente. Una capacità che pesa parecchio durante operazioni delicate come l’avvicinamento e l’aggancio con un altro mezzo. Perdere due ruote, sommato ai limiti dell’RCS, complica non poco il profilo dell’intera operazione.
I sistemi principali restano operativi e il recupero è già partito
Nonostante tutto, la faccenda non viene considerata irrecuperabile. Katalyst tiene a precisare che gli altri sottosistemi principali di LINK funzionano ancora come dovrebbero. La navicella mantiene un bilancio energetico positivo, resta in comunicazione costante con il team a terra e risultano operativi il sistema di propulsione elettrica, il braccio robotico, i sensori dedicati alle operazioni di rendezvous e prossimità (RPO), oltre ai collegamenti radio in banda S e banda L.
Per fermare la rotazione del veicolo, gli ingegneri stanno usando proprio i propulsori elettrici cardanici, quelli normalmente destinati al trasferimento orbitale. L’azienda ha confermato di aver già avviato questa serie di accensioni, con i primi risultati che mostrano l’effetto sperato: la velocità di rotazione della navicella sta calando pian piano. Una volta riportato LINK a una configurazione stabile, si passerà all’aggiornamento dei sistemi di guida, navigazione e controllo, che andranno adattati al nuovo assetto del veicolo. Prima di dare il via libera a qualsiasi manovra verso Swift, gli schemi aggiornati e il software di bordo saranno sottoposti a simulazioni complete e test a terra. Solo dopo queste verifiche LINK potrà iniziare le manovre per raggiungere un’orbita coellittica con Swift, effettuare le ispezioni di prossimità e, se le condizioni di sicurezza lo permetteranno, tentare la cattura del telescopio.
Una missione con una finestra temporale strettissima
Questo aggiornamento è un passo indietro rispetto a quanto comunicato appena una decina di giorni fa, quando pareva che i problemi iniziali di controllo dell’assetto, compreso il guasto a una delle ruote di reazione, fossero ormai alle spalle. La posta in gioco è alta perché LINK è stato pensato per una missione senza precedenti: avvicinarsi al telescopio, agganciarlo e trasferirlo su un’orbita più alta, allungandone la vita operativa.
Swift, lanciato nel 2004, continua ancora oggi a osservare lampi di raggi gamma e tanti altri fenomeni transitori dell’Universo. Il telescopio, però, non era stato progettato per operazioni di servicing robotico, e la sua orbita sta decadendo poco alla volta. Ecco perché il tempo stringe: secondo le previsioni della NASA, dopo il prossimo autunno la quota orbitale del telescopio potrebbe non permettere più di tentare questa missione di recupero. Le prossime settimane, dunque, si annunciano decisive tanto per LINK quanto per lo stesso osservatorio spaziale. Per ora Katalyst resta fiduciosa: la missione è ancora attiva e, nonostante le modifiche imposte dai problemi emersi durante il commissioning, esiste ancora una strada percorribile per raggiungere Swift e portare a termine l’operazione.


