Samsung si trova in una situazione a dir poco paradossale, con i suoi chip che macinano guadagni da capogiro mentre la divisione smartphone perde soldi. Nonostante un balzo dei profitti nel settore dei semiconduttori che parla di numeri fino a 250 volte superiori rispetto al passato, l’azienda coreana starebbe accumulando una perdita vicina al mezzo miliardo di dollari, circa 460 milioni di euro, proprio sui suoi telefoni Galaxy.
È una di quelle contraddizioni che raccontano bene lo stato di salute dell’industria tecnologica in questo momento. Da un lato ci sono i componenti che tirano come mai prima. Dall’altro i dispositivi finiti che, invece di beneficiare di questa spinta, ne pagano il conto.
La carenza di chip potrebbe arrivare fino al 2028
Il nodo centrale sta tutto qui. La carenza di chip non è un problema che si esaurirà a breve, anzi. Secondo le stime attuali questa situazione di scarsità potrebbe protrarsi addirittura fino al 2028, un orizzonte temporale che cambia parecchio le carte in tavola per chi produce smartphone e deve fare i conti con costi e disponibilità dei componenti.
Il meccanismo è meno complicato di quanto sembri. Quando i semiconduttori valgono oro e la domanda supera di gran lunga l’offerta, chi vende quei chip guadagna cifre enormi. Ma chi quei chip li deve comprare per assemblare un telefono si ritrova a spendere di più, con margini che si assottigliano fino a diventare negativi. Ecco spiegato perché la divisione Galaxy di Samsung può andare in rosso mentre l’altra metà della stessa azienda festeggia.
Questa dinamica mette Samsung in una posizione particolare rispetto a molti concorrenti. Produrre in casa i propri semiconduttori dovrebbe teoricamente essere un vantaggio, eppure la spinta dei profitti sul lato semiconduttori non basta a compensare quello che accade dall’altra parte. Il quadro complessivo resta comunque positivo per il gruppo nel suo insieme, perché i guadagni sui chip pesano molto più delle perdite sui telefoni.
Con una prospettiva di scarsità così lunga davanti, le scelte che le aziende faranno nei prossimi mesi peseranno parecchio. I prezzi degli smartphone potrebbero risentirne, così come le strategie di produzione e la disponibilità dei modelli sul mercato. Il caso di Samsung, con questa doppia anima che tira in direzioni opposte, è il segnale più chiaro di come il settore dei componenti stia ridisegnando gli equilibri economici di tutta la filiera tecnologica.


