Il futuro per Capcom parla quasi esclusivamente la lingua del digitale, e i numeri lo dicono chiaramente. La casa giapponese ha chiuso l’ultimo periodo con il 93 per cento delle vendite arrivate proprio dai canali digitali, una cifra che da sola racconta bene dove sta andando l’intero settore. E la previsione per il prossimo futuro non fa che confermare la tendenza, perché entro marzo 2027 l’azienda si aspetta di toccare addirittura il 95 per cento.
Un salto che sulla carta sembra piccolo, appena due punti percentuali, ma che in realtà segna un momento importante. Perché superare quella soglia significa, di fatto, relegare il formato fisico a una nicchia sempre più ristretta. Le vendite digitali non sono più una parte del business, sono diventate il business vero e proprio per chi produce e distribuisce videogiochi. Il discorso non riguarda soltanto Capcom, sia chiaro. Le discussioni attorno all’idea di Sony di allontanarsi progressivamente dal supporto fisico non si sono affatto spente, anzi. C’è chi difende ancora il piacere di avere la copia da mettere sullo scaffale, chi invece ha ormai fatto pace con l’idea di scaricare tutto direttamente in memoria. La battaglia culturale continua, ma i dati economici sembrano aver già scelto da che parte stare.
Il formato fisico resiste solo dove ha ancora senso
C’è un dettaglio interessante in tutta questa faccenda, però. Il formato fisico non è sparito del tutto, e continua a reggere in un ambito ben preciso, quello delle console. È lì che il disco o la cartuccia mantengono ancora una loro ragion d’essere, sostenuti da un pubblico che apprezza la collezione, il possesso tangibile, magari anche la possibilità di rivendere il gioco una volta finito. Sul versante PC, invece, il discorso è praticamente chiuso da tempo. Le piattaforme di distribuzione digitale hanno preso il sopravvento in modo così netto che parlare di copie fisiche su computer suona quasi anacronistico. Ed è proprio questo squilibrio a spingere le percentuali verso l’alto, trascinando aziende come Capcom verso quel 95 per cento che ormai appare più una tappa obbligata che un traguardo lontano.
Il mercato videoludico ha insomma imboccato una strada difficilmente reversibile. I costi ridotti della distribuzione digitale, l’assenza di magazzini da riempire e di spedizioni da gestire, la possibilità di raggiungere il giocatore ovunque si trovi con un semplice download, tutto gioca a favore di questo modello. Per le case di sviluppo si traduce in margini più alti e in una gestione decisamente più snella rispetto ai tempi in cui bisognava stampare e distribuire milioni di copie in giro per il mondo.
Capcom, dal canto suo, si conferma tra le realtà più solide del panorama giapponese, capace di sfornare successi che continuano a macinare vendite proprio grazie a questo canale. E con una proiezione così netta verso il traguardo di marzo 2027, il messaggio che arriva dall’azienda è tutt’altro che ambiguo. Il digitale non è più il futuro, è già ampiamente il presente.


