I motori ramjet di nuova generazione sono pronti a lasciare i banchi di prova per affrontare la fase più delicata, quella del volo vero e proprio. A muoversi in questa direzione è Kratos Defense & Security Solutions, che ha annunciato di aver portato a termine con successo sviluppo, test e consegna del sistema di turbomacchine destinato al nuovo propulsore realizzato insieme a Lockheed Martin. Quando si parla di missili a lungo raggio, dopotutto, il cuore di tutto resta sempre lì, nel motore, e ogni passo avanti su questo fronte fa notizia oltreoceano.
La cosa che rende speciali questi propulsori è il modo in cui lavorano, molto diverso da quello dei razzi che siamo abituati a immaginare. Un ramjet solido non porta con sé l’ossidante, ma sfrutta direttamente l’ossigeno che trova nell’aria durante il volo. Certo, questo comporta anche qualche limite, perché serve già una certa velocità perché il sistema funzioni a dovere. Ma il guadagno in termini di efficienza è enorme e cambia davvero le carte in tavola.
Perché l’aria al posto dell’ossidante cambia tutto
Il punto è semplice e allo stesso tempo affascinante. Eliminando l’ossidante e affidandosi all’aria, a parità di dimensioni si può ottenere un aumento della gittata che oscilla tra il 200 e il 300 per cento. Numeri che non passano inosservati, soprattutto in un settore dove ogni chilometro guadagnato pesa. E non finisce qui, perché con questo approccio si riduce il numero di parti mobili, il sistema diventa più leggero e riesce a mantenere velocità elevatissime per tratti lunghi. Ecco perché questi motori vengono presi come punto di riferimento per lo sviluppo di missili e piattaforme ipersoniche.
I collaudi, seguiti da vicino anche da rappresentanti dell’U.S. Army Aviation and Missile Center, hanno confermato che la propulsione è ormai matura per passare alle prove in volo. Il contributo firmato Kratos riguarda in particolare una turbomacchina estremamente compatta, capace di sfruttare il flusso d’aria in ingresso per alimentare in automatico le funzioni essenziali del motore. Un componente piccolo, quasi discreto, ma decisivo per far girare tutto l’insieme senza sistemi ausiliari ingombranti.
È proprio questa combinazione di leggerezza, semplicità meccanica e prestazioni spinte a rendere la tecnologia ramjet uno dei filoni più seguiti nel campo della difesa. Ora che il sistema di propulsione ha superato la fase di sviluppo e test, l’attenzione si sposta interamente sul cielo, dove il motore dovrà dimostrare sul campo quanto promesso nei laboratori. La consegna del sistema di turbomacchine segna quindi il momento in cui il progetto smette di essere teoria e diventa qualcosa di pronto a volare.


