La tecnologia Nissan e-POWER arriva alla terza generazione e lo fa puntando tutto su una cosa sola: l’efficienza. Nel mondo delle ibride ci sono tante filosofie diverse, chi mescola termico ed elettrico, chi privilegia la città, chi sceglie il plug-in per allungare l’autonomia a zero emissioni. La Casa giapponese, invece, da quasi dieci anni va per la sua strada. E questa terza evoluzione, debuttata in Europa sulla nuova Nissan Qashqai, conferma quella scelta con numeri decisamente interessanti. Il principio di base resta quello che rende l’e-POWER un caso unico. Il motore a benzina non manda mai coppia direttamente alle ruote, ma serve solo a produrre energia. A muovere l’auto ci pensa sempre e comunque il motore elettrico, con quella risposta pronta dell’acceleratore e quella marcia fluida che ricordano da vicino un’elettrica vera, senza però l’obbligo di attaccare la spina.
Un propulsore ripensato da zero
Qui non si è trattato di ritoccare qualche componente. Il gruppo propulsore è stato riprogettato completamente, con l’obiettivo di migliorare consumi, emissioni, silenziosità e piacere di guida tutti insieme. I risultati parlano chiaro. Nel ciclo WLTP il consumo medio scende fino a 4,5 litri per 100 km, circa 22,2 km con un litro, con un calo del 12% rispetto a prima. L’autonomia ora supera i 1.200 chilometri con un pieno da 55 litri, mentre le emissioni di CO2 passano da 116 a 102 g/km, sempre 12% in meno. E in abitacolo la rumorosità percepita cala di 5,6 dB.
Il cuore della novità è il modulo definito 5-in-1. In un solo blocco compatto trovano posto motore elettrico, generatore, inverter, riduttore e moltiplicatore. Meno peso, meno ingombri, meno dispersioni. Riducendo i collegamenti meccanici ed elettrici migliora l’efficienza generale e si semplifica pure la gestione del calore. La potenza alle ruote sale a 151 kW, cioè 205 CV in modalità SPORT, mentre nelle altre resta a 190 CV come prima. La batteria mantiene i 2,1 kWh, a conferma che il protagonista non è l’accumulatore ma la capacità di generare energia al momento giusto.
Il termico entra in gioco solo quando serve
Il vero salto riguarda il motore endotermico. È sempre un tre cilindri turbo benzina da 1,5 litri, ma disegnato apposta per lavorare dentro il sistema e-POWER. Non dovendo inseguire le richieste di coppia del guidatore, gira quasi sempre nelle condizioni di massimo rendimento. Si accende soltanto quando c’è davvero bisogno di produrre energia. Meno sbalzi di regime, meno vibrazioni, meno rumore.
Ad alzare ulteriormente il rendimento ci pensa la combustione STARC, soluzione brevettata che ottimizza il movimento dell’aria nella camera e migliora la miscela poco prima dell’accensione. La combustione diventa più rapida e completa, arrivando a un rendimento termico fino al 42%, un valore notevole per un benzina di serie. C’è poi una chicca ingegneristica, la tecnologia Cold Spray per le sedi valvole, prima applicazione al mondo nella produzione di motori. Invece delle classiche sedi sinterizzate inserite a pressione, il rivestimento viene depositato sparando polveri metalliche a velocità supersonica direttamente sulla testata in alluminio, senza fondere il materiale. Ne guadagnano flusso dell’aria, dissipazione del calore e durata dei componenti.
Un contributo arriva anche dal nuovo turbocompressore, che gira a regimi più bassi in autostrada e taglia circa 200 giri al minuto, e dal lubrificante 0W16 che riduce gli attriti interni. Grazie a tutto questo il nuovo Qashqai e-POWER migliora del 16% i consumi nel ciclo combinato e del 14% in autostrada rispetto alla generazione precedente. E gli intervalli di manutenzione salgono da 15.000 a 20.000 km, con meno interventi programmati e costi di gestione più bassi lungo tutta la vita dell’auto.


